Avviare in tempi rapidi la ricostruzione del Teatro Sannazaro e restituirlo alla città. È questo l’obiettivo indicato dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto alla presentazione del comitato per la raccolta fondi dopo l’incendio che lo scorso febbraio ha distrutto la storica sala di via Chiaia.
“L’obiettivo primario è partire subito con la ricostruzione – ha spiegato Manfredi – perché sappiamo bene che col passare dei mesi tutto diventa più difficile”. Il primo cittadino ha sottolineato la “grande sintonia istituzionale” tra Governo, Regione Campania e Comune, indicando però una condizione imprescindibile: l’acquisizione del teatro da parte del Ministero della Cultura, passaggio necessario per garantire interventi rapidi ed efficienti.
Un percorso già avviato, come confermato da Luigi La Rocca, capo dipartimento tutela del patrimonio culturale del Mic, che ha parlato della volontà di “bruciare le tappe” per completare l’acquisto, dopo la disponibilità alla cessione formalizzata dai proprietari.
Nel frattempo prende forma la mobilitazione per sostenere la rinascita del teatro. La raccolta fondi, ha evidenziato Manfredi, rappresenta “il segno di una partecipazione collettiva”, mentre il gestore Salvatore Vanorio ha ribadito come le sole coperture assicurative non siano sufficienti per la ricostruzione, sottolineando la necessità di rendere il Sannazaro un bene pubblico per consentire l’intervento delle istituzioni.
Ancora da chiarire, intanto, le cause dell’incendio: è in corso un’indagine per stabilire l’origine delle fiamme, mentre resta ferma la convinzione che si sia trattato di un evento accidentale.
Sul fronte del sostegno economico, la Regione Campania ha già assicurato risorse importanti. L’assessore alla cultura Ninni Cutaia ha annunciato lo stanziamento di un milione di euro per il 2026, necessario per garantire continuità alle attività in una fase particolarmente complessa.
Non si ferma, infatti, la programmazione artistica: il Comune ha messo a disposizione il Teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare, mentre resta sul tavolo anche l’ipotesi di utilizzare il teatrino di Corte, con la decisione finale affidata ai gestori.
Capitolo a parte per gli sfollati. Attualmente, ha spiegato Manfredi, resta fuori casa una sola famiglia, ospitata da parenti, ma i tempi per il rientro dipenderanno dal dissequestro dell’area interessata dall’incendio. A breve è previsto un incontro in Prefettura per fare il punto con le famiglie coinvolte.
L’obiettivo condiviso resta quello di restituire al più presto alla città uno dei suoi luoghi simbolo: un teatro che non rappresenta solo uno spazio culturale, ma un pezzo di identità collettiva napoletana.