Mentre lo scrutinio nazionale procede spedito verso la conferma di una bocciatura della riforma, la Campania si delinea come una delle roccaforti più inespugnabili del NO. I dati che arrivano dalle prefetture, a circa un quinto delle sezioni scrutinate, tracciano un solco profondissimo tra le due opzioni di voto, con una tendenza che appare ormai difficilmente invertibile.
Il dato regionale: No al 69%
Su scala regionale, con oltre 1.180 sezioni pervenute su un totale di 5.824, il fronte del No si attesta su una percentuale schiacciante del 69,09%. Il Sì alla riforma costituzionale della giustizia arranca, fermandosi a un deludente 30,91%. Un distacco di quasi quaranta punti percentuali che evidenzia una netta sfiducia del territorio verso il testo della legge approvato dal Parlamento.
Napoli: il "No" è un plebiscito
Ancora più marcato è il dato che emerge dal capoluogo campano. Nel Comune di Napoli, con oltre la metà delle sezioni scrutinate (462 su 883), il fronte del No dilaga raggiungendo il 76,85%. In città, meno di un elettore su quattro ha scelto di sostenere la riforma, fermando il Sì al 23,15%.
Il confronto con la media nazionale
Sebbene il trend nazionale veda il No in vantaggio (al 54,31% con il 30% delle sezioni totali), il dato campano e napoletano si distingue per un'intensità decisamente superiore alla media del Paese. Se nel resto d'Italia la partita sembrava inizialmente più aperta, all'ombra del Vesuvio gli elettori hanno inviato un segnale politico e giuridico inequivocabile, blindando l'attuale assetto della giustizia con un distacco che, ora dopo ora, assume le proporzioni di una vera e propria valanga.
Nelle prossime ore, con il completamento delle operazioni di scrutinio nelle restanti province, si capirà se il resto della regione confermerà questo orientamento così radicale, ma la strada per la vittoria del No in Campania sembra ormai ampiamente tracciata.