Napoli

Blindare i cantieri della rigenerazione urbana contro le mani della criminalità organizzata e garantire il massimo standard di sicurezza per i lavoratori. È questo l'obiettivo del Protocollo di Legalità per Bagnoli siglato oggi in Prefettura a Napoli, un accordo definito "storico" dai sindacati e dalle istituzioni, che ricalca i modelli già adottati per grandi eventi come il Giubileo di Roma e le Olimpiadi di Cortina 2026.

Un argine contro i clan e il lavoro nero

L'intesa, sottoscritta dal Prefetto Michele di Bari, dal Sindaco e Commissario Gaetano Manfredi e dai vertici di CGIL, CISL e UIL, introduce misure rigorose per la gestione degli appalti nell'area Bagnoli-Coroglio, con particolare attenzione agli interventi necessari per la 38ª edizione dell'America’s Cup Napoli 2027.

Tra i punti cardine del documento figurano:

Controllo Antimafia: Monitoraggio costante di tutta la filiera attraverso banche dati dedicate.

Stop ai subappalti a cascata: Una misura per evitare la frammentazione dei contratti che spesso favorisce infiltrazioni e tagli alla sicurezza.

Badge di cantiere obbligatorio: Identificazione immediata di ogni operatore e contrasto al lavoro grigio.

Clausole sociali: Criteri premiali per l'assunzione di giovani, donne e residenti del quartiere.

Le voci dei sindacati: "Dignità e monitoraggio"

Per Nicola Ricci (CGIL), il protocollo è un "obiettivo avanzato" che deve coinvolgere direttamente i cittadini e i movimenti di Bagnoli, guardando oltre l'evento velico per uno sviluppo sostenibile del Mezzogiorno. Giovanni Sgambati (UIL) ha sottolineato come la sinergia tra attori diversi sia la "strada maestra per la rinascita dell'area", mentre Melicia Comberiati (CISL) ha avvertito che la firma è solo l'inizio: sarà fondamentale il monitoraggio costante per garantire "lavoro sicuro, dignitoso e trasparente".

Un tavolo di monitoraggio aperto alla comunità

La novità assoluta dell'accordo è l'istituzione di un tavolo di monitoraggio in Prefettura. Come spiegato dal Prefetto Di Bari, l'organismo non sarà limitato agli addetti ai lavori, ma sarà aperto ai comitati e alla popolazione, garantendo il diritto dei cittadini di conoscere in tempo reale l'evoluzione della bonifica.

L'intesa mette in rete anche soggetti cruciali come Invitalia, Inps, Inail, Ispettorato del Lavoro e Asl Napoli 1, creando uno scudo istituzionale per proteggere uno dei progetti di rigenerazione urbana più attesi e complessi d'Italia.