Quello della Campania è un no deciso, forte, molto più netto di quello, già netto di per sé, che si è affermato a livello nazionale nel referendum sulla riforma della giustizia. Un trend che oggi il segretario regionale del Pd, Piero De Luca analizza così: "Siamo molto orgogliosi e rivendichiamo il risultato ottenuto in Regione Campania, la prima d'Italia in termini percentuali di risultato per il No. Napoli è la prima città con addirittura il 75% di voto contrario a questa riforma. La Campania ha fatto da traino al risultato importante del Mezzogiorno e ha dato un contributo fondamentale alla mobilitazione in tutto il Paese".
E ancora: "E' in generale un segnale politico dal Mezzogiorno sulle politiche antimeridionaliste di questo Governo che in questi anni ha tagliato fondi importanti di circa 20 miliardi di euro fino al tentativo di Governo dell'autonomia differenziata smontato dalla consulta. Quindi - conclude De Luca - da questo punto di vista il segnale è un segnale che ovviamente ci rende fiduciosi e ci dà una base di partenza importante da cui avviare il lavoro di costruzione dell'alternativa di Governo da qui al prossimo anno insieme alla coalizione centrosinistra"
Primarie e Leadership: Schlein c’è
Sulla scelta del candidato premier per il centro-sinistra, De Luca conferma l'apertura ai gazebo, pur lasciando l'ultima parola ai vertici della coalizione:
"La scelta della premiership sarà affidata a una valutazione dei leader. Se si decidesse per le primarie, la segretaria Schlein ha già dato la sua disponibilità. Per noi restano uno strumento importante."
L'affondo sulla legge elettorale: "Un colpo di mano"
Durissimo il commento sulla nuova legge elettorale che il Governo sta provando a calendarizzare. Secondo il segretario campano, il testo proposto dal centro-destra nasconde insidie costituzionali:
Rischio Quorum: "Si rischia di creare soglie pericolose e incostituzionali".
Antipasto di Premierato: La riforma è vista come una manovra per accentrare il potere.
Priorità del Paese: De Luca sposta l'attenzione sui problemi reali: "Le priorità sono bollette, liste d'attesa, salari e trasporti, tutto ciò che la destra sta ignorando".
Amministrative: il "caso Salerno" e l’alleanza con il M5S
Con il voto fissato per il 24 e 25 maggio, gli occhi sono puntati su Salerno, dove resta l'incognita di una possibile candidatura di Vincenzo De Luca senza il simbolo dem. Il figlio Piero non si sbilancia ma detta la linea: "Lavoreremo per coalizioni ampie e credibili sul modello regionale. C'è grande sintonia di intenti con il Movimento 5 Stelle".
I tavoli di lavoro sono attivi in tutte le province, con focus particolare su centri chiave come Portici, Ercolano e Avellino. L'obiettivo dichiarato è riconquistare i territori perduti e confermare le amministrazioni uscenti, puntando su programmi coesi e "migliori squadre possibili". Sull'ipotesi di un candidato unitario Pd-M5S a Salerno, la risposta è cauta: "Il tavolo è in corso in queste ore, vedremo".