Un atto d’accusa durissimo, contenuto in 73 pagine che delineano un quadro di "estrema criticità". L’avvocato Paolo Colombo, Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, ha trasmesso al Consiglio regionale la relazione sulle attività del 2025, trasformandola in una denuncia aperta contro l'indifferenza istituzionale.
Uffici senza risorse: l'attività è al palo
Il cuore della polemica riguarda il blocco operativo dell'ufficio. Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, nonostante la regolare presentazione della programmazione annuale, il Consiglio Regionale non avrebbe approvato i piani né erogato il fondo di funzionamento per il 2025. "Inesplicabilmente sono stati tagliati i fondi", spiega Colombo. "L'ufficio è rimasto totalmente privo di risorse e non è stata fornita alcuna collaborazione per lo svolgimento dei compiti istituzionali". Una situazione che ha costretto il Garante - egli stesso persona con disabilità - a farsi carico personalmente delle attività amministrative fino allo scorso 4 settembre. Dopo tale data, la mancanza di supporto tecnico e finanziario ha reso impossibile evadere le pratiche, creando un pericoloso vuoto di tutela per i cittadini più fragili.
Campania maglia nera per i contenziosi scolastici
Oltre al blocco burocratico, la relazione scatta una fotografia impietosa del contesto regionale. Se da un lato cresce la sensibilità dei cittadini, dall'altro aumentano le barriere e le inefficienze dei servizi pubblici. I dati evidenziati da Colombo sono allarmanti:
Scuola: La Campania detiene l’80% del contenzioso nazionale in materia di inclusione scolastica.
Lavoro: Inserimenti professionali largamente insufficienti.
Barriere: Diffusa inosservanza delle norme su accessibilità e mobilità urbana.
Servizi Sociali: Funzionamento carente e risposte inadeguate ai bisogni delle famiglie.
"È necessario fare ricorso all'autorità giudiziaria per far rispettare, in concreto, diritti che dovrebbero essere garantiti," sottolinea Colombo nella relazione.
L'appello: "Non sia l'ennesima occasione persa"
Nonostante lo scontro frontale con il Consiglio, la relazione si chiude con una flebile speranza legata allo sviluppo del cosiddetto "progetto di vita", lo strumento che dovrebbe garantire percorsi personalizzati per l'autonomia delle persone con disabilità. L’auspicio del Garante è che la politica regionale inverta la rotta per evitare che le opportunità normative attuali si trasformino, ancora una volta, in un nulla di fatto.