Ricostruire non basta: la sfida è restare. A quasi dieci anni dal terremoto del 2016, Amatrice torna al centro del dibattito nazionale sulla rinascita delle aree interne. Non solo cantieri e nuove case, ma lavoro e prospettive per le nuove generazioni. È questo il cuore della tappa del roadshow “Restare, partire, tornare”, in programma il 27 marzo, che punta a trasformare la ricostruzione in una reale opportunità di sviluppo. Il nodo è chiaro: una città può essere ricostruita fisicamente, ma senza giovani rischia di restare vuota. In un territorio frammentato in 69 frazioni e segnato profondamente dal sisma, la sfida diventa trattenere chi è rimasto e attrarre chi è partito.
Numeri in crescita, ma competenze che mancano
I dati raccontano un quadro in chiaroscuro. Nei 138 Comuni del cratere si registrano oltre 302 mila nuovi rapporti di lavoro negli ultimi tre anni, con una crescita del 6,4%. Ancora più significativo il dato delle aree più colpite, dove l’incremento arriva al 13,1%, ben oltre la media nazionale. Eppure, accanto a questi segnali positivi, emerge una criticità strutturale: tra il 52% e il 58% delle posizioni lavorative resta difficile da coprire. Il lavoro c’è, ma spesso mancano le competenze adeguate sul territorio.
Le storie di chi ha scelto di tornare
Il cuore dell’iniziativa sarà il racconto diretto di giovani imprenditori che hanno deciso di investire nel territorio. Dalle aziende agricole di montagna alle imprese sociali, fino agli eventi sportivi trasformati in occasioni di sviluppo locale, emerge un filo comune: restare è possibile, ma serve supporto concreto. Esperienze come quelle nate tra Accumoli, Amatrice e le frazioni circostanti dimostrano che la ricostruzione può diventare anche un laboratorio di innovazione sociale ed economica.
Investimenti e politiche per il rilancio
Sul fronte economico, il programma Next Appennino mette in campo circa 900 milioni di euro, con una stima di 4.700 nuovi posti di lavoro e un impatto significativo sul valore aggiunto del territorio. Accanto agli investimenti, strumenti come il Fondo Nazionale per l’Autoimpiego mirano a sostenere chi vuole avviare un’attività. Ma la vera sfida resta far conoscere queste opportunità e accompagnare i giovani nel percorso. Nel confronto istituzionale interverranno, tra gli altri, il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il ministro Andrea Abodi e diversi amministratori locali, a conferma del peso nazionale della questione.
Il futuro passa dalle scelte dei giovani
La giornata si chiuderà con un hackathon dedicato agli studenti, chiamati a esprimere idee e aspettative sul futuro dell’Appennino. Un momento simbolico ma concreto: costruire il domani partendo dalla voce delle nuove generazioni.
Dopo anni di emergenza, Amatrice entra così in una fase decisiva. La ricostruzione materiale procede, le risorse ci sono, il lavoro cresce. Ora la partita si gioca sulla capacità di trasformare queste condizioni in una scelta di vita per i giovani.