Un impegno concreto e condiviso per mettere al centro i diritti dei minori che si trovano a vivere il contesto difficile del carcere. E' la sollecitazione che arriva da Benevento, dove la sede del Rettorato a Palazzo San Domenico, ha ospitato il convegno “Liberi di Crescere”, un momento di confronto dedicato a un tema spesso invisibile: i minori coinvolti nell’esperienza penale dei genitori.
Un’iniziativa che ha acceso i riflettori su una realtà complessa, mettendo insieme istituzioni, accademici, operatori sociali ed esperienze dirette per discutere soluzioni concrete e nuove prospettive di intervento.
Tra giustizia e infanzia: un equilibrio difficile
Il convegno ha visto la partecipazione di Maria Carbone, giurista e coordinatrice del progetto “Liberi di Crescere”, nonché della piattaforma “Libertà partecipate” della rete “Sale della Terra”, Angelo Moretti, presidente della Rete di Economia Civile “Sale della Terra”, e Ngassu Marie Claude Brigitte, mediatrice linguistico-culturale esperta in ambito penitenziario. Mentre il focus sui diritti dei minori e sulle prospettive di tutela è stato affidato ad Antonella Tartaglia Polcini, ordinaria di Diritto Civile presso l’Università degli Studi del Sannio, Giovanni Galano, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Campania, e Samuele Ciambriello, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania. Presente all'incontro anche la direttrice della casa circondariale di Benevento, Marianna Adanti. Al centro del dibattito, il delicato bilanciamento tra le esigenze dell’esecuzione penale e la tutela dei diritti dei minori. Bambini e adolescenti che, pur non avendo colpe, vivono le conseguenze della detenzione di un genitore, spesso in silenzio e senza adeguati strumenti di supporto.
“Liberi di Crescere”: il progetto che prova a cambiare le cose
L’incontro si inserisce nel progetto “Liberi di Crescere”, finanziato dalla Regione Campania, che punta a garantire percorsi di crescita sani e inclusivi per i figli di detenuti o persone in esecuzione penale esterna. Un’attenzione particolare è stata dedicata al mantenimento del legame affettivo tra genitori e figli, considerato fondamentale per il benessere emotivo dei minori e per contrastare gli effetti della separazione.
Maria Carbone: “Presi in carico 16 minori, serve più attenzione”
A spiegare i risultati del progetto è stata la coordinatrice Maria Carbone: “Abbiamo seguito 16 minori: 13 con il padre detenuto e 3 con entrambi i genitori coinvolti in misure di esecuzione penale esterna. Il nostro obiettivo è stato garantire loro un percorso di crescita sano, protetto e inclusivo”.
Un lavoro portato avanti dalla cooperativa Il Melograno, all’interno della rete “Sale della Terra” e della piattaforma “Libertà partecipate”, grazie anche alla collaborazione con istituzioni e realtà del territorio.
Numeri choc: 150mila minori entrano ogni giorno in carcere
Allarmanti i dati illustrati da Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Campania. In Italia, su circa 64.000 detenuti, sono oltre 150.000 i minori che ogni giorno entrano in carcere per far visita ai familiari.
Nel 2025, 17.027 minori sono stati coinvolti nel circuito penale, di cui 6.200 solo in Campania.
Sempre più giovani dietro le sbarre
Il fenomeno è in crescita: negli ultimi tre anni i minori detenuti sono passati da 202 a 594. Un dato che si lega a doppio filo con disagio sociale e dispersione scolastica. "Il comune denominatore è l’abbandono scolastico – ha sottolineato Ciambriello –. Sono numeri allarmanti: bisogna ripartire dalle periferie e dalle politiche di inclusione".
L’appello: “Partire dai minori per cambiare il futuro”
Dal convegno emerge un messaggio chiaro: serve un impegno concreto e condiviso per mettere al centro i diritti dei minori. Non solo assistenza, ma percorsi strutturati che coinvolgano famiglie, istituzioni e territorio, per costruire una società più equa e inclusiva. Perché, come è emerso con forza durante l’incontro, nessun bambino dovrebbe pagare le conseguenze degli errori degli adulti.