Hanno chiesto il concordato in appello, due – ma non è escluso possano farlo anche altri- due dei quattro imputati condannati nel novembre 2024 con rito abbreviato dopo essere stati coinvolti all'inchiesta del pm Francesco Sansobrino e delle fiamme gialle sui concorsi per l'accesso a polizia, guardia di finanza, carabinieri e vigili del fuoco.
Si tratta – tra parentesi la pena in primo grado - di Antonio De Matteo (8 anni),74 anni, di Benevento, funzionario in pensione dei vigili del fuoco – difeso dall'avvocato Antonio Lerone -, e di Giuseppe Sparaneo (6 anni e 2 mesi)), 56 anni, funzionario dei vigili del fuoco, di Benevento – per lui l'avvocato Domenico Chindamo. In soldoni, il concordato , è un accordo tra difesa e Procura generale che permette di ridurre la pena (massimo un sesto) in cambio della rinuncia ai motivi di appello, chiudendo il processo senza dibattimento. Ovviamente, il problema è trovare l'intesa, ancora non raggiunta, sull'entità della nuova pena,
Il 25 maggo nuova udienza del processo di appello, che riguarda anche Claudio Balletta (8 anni) , 71 anni, di Roma, viceprefetto del Dipartimento dei vigili del fuoco,e Vito Russo , 44 anni, di Benevento, carabiniere in forza a Roma, che rispondeva solo di tre episodi corruzione, a differenza degli altri, ai quali era addebitata anche l'associazione per delinquere. Per balletta e Russo, rispettivamente, g,li avvocati Bruno Naso e Vincenzo Sguera.
Nel novembre 2025, infine, la condanna a 7 anni in primo grado, con rito ordinario, per un maresciallo della Finanza in servizio al Comando generale, riconosciuto responsabile di quattro episodi di presunta corruzione, per il quale era stata anche disposta l'estinzione del rapporto di lavoro .