Un ritrovamento che sembra uscito direttamente dalle pagine de I tre moschettieri. A Maastricht, nei Paesi Bassi, il crollo improvviso del pavimento di una chiesa ha portato alla luce uno scheletro che potrebbe appartenere a Charles de Batz de Castelmore, noto come D’Artagnan, figura storica che ispirò il celebre personaggio creato da Alexandre Dumas. Il ritrovamento è avvenuto nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove durante lavori di ripristino è emersa una sepoltura sotto l’altare, accompagnata da oggetti che hanno immediatamente attirato l’attenzione degli esperti.

Indizi storici sotto l’altare

Accanto allo scheletro sono stati rinvenuti una moneta francese del XVII secolo e una pallottola, posizionata all’altezza del petto. Elementi che coincidono con le descrizioni della morte del vero D’Artagnan, caduto nel 1673 durante l’assedio di Maastricht, nel corso della guerra franco-olandese. A esaminare i resti è stato anche l’archeologo olandese Wim Dijkman, che da decenni conduce ricerche sul luogo di sepoltura del moschettiere. La posizione della tomba, in terra consacrata sotto l’altare, suggerisce inoltre l’importanza del personaggio sepolto. “Credo che l’abbiamo trovato”, è stata la prima reazione riportata dopo il sopralluogo.

La verifica scientifica

Nonostante gli indizi, la conferma definitiva dovrà arrivare dalla scienza. I resti sono stati trasferiti in un istituto archeologico e un campione di Dna è stato inviato a un laboratorio specializzato a Monaco, dove sarà confrontato con quello di discendenti della famiglia del moschettiere. Solo l’esito di queste analisi potrà stabilire con certezza se si tratta davvero del leggendario spadaccino al servizio del re di Francia.

Dal mito alla storia

La figura di D’Artagnan è diventata immortale grazie al romanzo I tre moschettieri, pubblicato nel 1844 da Alexandre Dumas, e ai successivi capitoli della trilogia. Le sue avventure insieme ad Athos, Porthos e Aramis hanno attraversato secoli, adattamenti cinematografici e teatrali, entrando nell’immaginario collettivo. Se l’identificazione sarà confermata, il ritrovamento potrebbe trasformare Maastricht in un luogo simbolico della memoria europea, conteso tra Francia e Paesi Bassi, e rilanciare l’interesse storico su una delle figure più iconiche della narrativa.