"Abbiamo letto alcune ricostruzioni di stampa in edicola stamani, correlate all’ormai nota vicenda che ha interessato l’ex sottosegretario alla giustizia Delmastro e la bisteccheria d’Italia, che rischiano di trascinare il corpo di polizia penitenziaria, con i 37mila donne e uomini che lo compongono, in vortici pericolosi e giochini di palazzo, quasi come se dovesse scontare il peccato di aver ottenuto, dopo anni di totale abbandono, almeno parte della considerazione che merita e stia pian piano trovando un assetto proprio di un corpo di polizia, sebbene dedito alla rieducazione del reo nell’alveo dell’art. 27 della Carta costituzionale.

Volutamente, siamo rimasti fuori dalle polemiche di questi giorni e riconosciamo a Delmastro, pur nella non sempre identità di vedute, il grande e costante impegno nelle materie a lui delegate fino alle dimissioni da sottosegretario, così come gli riconosciamo, per il rapporto di interlocuzione che ha intrattenuto con noi, non comuni valori di disponibilità, lealtà e coerenza.

Il resto ove necessario verrà chiarito da chi di competenza, ma si tenga fuori la Polizia penitenziaria"

Lo dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria.

Peraltro, senza voler minimamente entrare in contese politiche e solo per provare a sgombrare il campo da qualsiasi equivoco che, all’opposto, potrebbe adombrare il corpo di polizia penitenziaria di una sorta di politicizzazione, a chi nutre dubbi sulle istituende due dirigenze generali al suo interno, fra cui in particolare la direzione generale delle specialità, evidenziamo che sono state previste nel lontano dicembre 2019, con la promulgazione del decreto legislativo n. 172, sotto il governo Conte II, sostenuto da  Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali e Italia Viva (c.d. giallorosso). Se mai, c’è da chiedersi il perché dopo 7 anni le direzioni generali della Polizia penitenziaria non abbiano ancora preso forma, auspicando che ciò avvenga al più presto”, aggiunge il Segretario della Uilpa Pp. 

Se poi qualcuno trova strano che le specialità della polizia penitenziaria, quali a esempio il Gom, il Nic, il Gio, l’Uspev, etc., ricadano sotto il coordinamento della direzione generale delle specialità (sic!), ci chiediamo allora di cos’altro dovrebbe occuparsi quell’articolazione ministeriale.

Infine, ci auguriamo che non si voglia colpire gratuitamente il corpo di polizia penitenziaria anche delegittimandone, attraverso l’insinuazione di dubbi, i vertici interni e in particolare il primo dirigente generale della storia, Augusto Zaccariello, che gode di stima indiscussa e che da uomo delle istituzioni era certamente vicino al sottosegretario Delmastro così come lo sarà, non abbiamo dubbi, a qualunque altro sottosegretario delegato e qualunque  Ministro della Giustizia, indipendentemente dall’appartenenza partitica e dai governi del momento”, conclude De Fazio.