Nuovo intervento contro l’inquinamento del fiume Sarno, tra i corsi d’acqua più compromessi d’Europa. I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli hanno sequestrato un cantiere navale all’interno del porto turistico di Castellammare di Stabia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Il provvedimento riguarda la società “Marina di Stabia S.r.l.” ed è stato eseguito per una serie di ipotesi di reato legate alla gestione ambientale dell’attività.
Scarichi e attività senza autorizzazioni
Secondo quanto accertato durante i controlli, il cantiere operava in assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale, requisito indispensabile per questo tipo di attività. Le operazioni di rimessaggio e manutenzione delle imbarcazioni avvenivano direttamente sul terreno, senza sistemi di raccolta e trattamento. In questo modo, sostanze inquinanti come vernici e solventi finivano nel suolo e, successivamente, nelle acque reflue. Parte degli scarichi confluiva nella rete fognaria e quindi nel Sarno, mentre un’altra parte si disperdeva direttamente nel terreno.
Un’area strategica e fragile
Il cantiere, esteso su circa 60mila metri quadrati, si trova in una posizione particolarmente delicata, a ridosso della foce del fiume, dove le acque del Sarno si riversano nel Golfo di Napoli, tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. All’interno dell’area erano presenti circa 120 imbarcazioni, alcune di grandi dimensioni, sottoposte a manutenzione in condizioni ritenute non conformi alle normative ambientali. Gli investigatori hanno documentato uno sversamento costante di reflui industriali non trattati, configurando un grave rischio di contaminazione del suolo e delle acque.
Indagine più ampia sul bacino del Sarno
Il sequestro si inserisce in un’azione più ampia di controllo e repressione dei fenomeni di inquinamento nel bacino del Sarno e dei suoi affluenti. Le attività investigative coinvolgono diverse Procure, tra cui quelle di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, in coordinamento con le Procure generali di Napoli e Salerno. Fondamentale anche il contributo tecnico dell’Arpa Campania, impegnata nelle verifiche ambientali. L’obiettivo dell’operazione è individuare e rimuovere le fonti di inquinamento lungo tutto il corso del fiume, attraverso controlli capillari sulle aziende presenti nell’area.