Prosegue ad Ariano Irpino il percorso di “Sicuri Insieme”, promosso da Cittadinanzattiva e finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza delle comunità locali sui rischi di origine naturale e antropica e di favorire una partecipazione informata ai processi di prevenzione e tutela.
La tappa territoriale rappresenta un momento di restituzione pubblica e confronto tra cittadini e amministrazione comunale sul piano di protezione civile, a partire dai contenuti della “Mappa dei rischi” elaborata attraverso le indicazioni raccolte dalla comunità locale.
Nel territorio di Ariano Irpino i principali fattori di rischio naturale segnalati dalla comunità riguardano l’esposizione a eventi sismici, idraulici e idrogeologici, con riferimento dall’una alla prossimità a sorgenti sismogenetiche e dall’altra alle caratteristiche geomorfologiche del territorio.
Gli eventi sismici del secolo scorso, in particolare il terremoto del 1962, hanno profondamente inciso sull’assetto urbano della città, determinando un progressivo spopolamento del centro storico e un’espansione edilizia non sempre accompagnata da adeguata pianificazione.
Il territorio è inoltre interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico anche di forte intensità. Episodi storici come la frana di Montaguto, tra il 2006 e il 2011, che interessò la Valle del Cervaro causando l’interruzione della linea ferroviaria Roma-Bari-Lecce, testimoniano la vulnerabilità dell’area.
Ulteriori criticità riguardano i fossi Concoline, Sambuco Panaro e Madonna dell’Arco, dove fenomeni di erosione, smottamento e cedimento dei versanti espongono infrastrutture e abitazioni a condizioni di rischio.
Fenomeni di allagamento e accumulo delle acque sono segnalati anche in relazione alla rete viaria, dove la carenza o la mancata manutenzione delle cunette può determinare situazioni di pericolo per la circolazione.
Tra i rischi di origine antropica emergono criticità ambientali legate all’inquinamento di suolo, aria e acque, attribuite alla presenza di impianti di trattamento dei rifiuti oggi dismessi, come i siti di Difesa Grande, Pustarza ed ex Smae.
Secondo dati Arpa Campania, in queste aree sono state rilevate sostanze inquinanti nei suoli e nei corsi d’acqua, con possibili effetti sulla qualità ambientale.
Ulteriori elementi di vulnerabilità riguardano la carenza idrica, aggravata dalle perdite della rete di distribuzione, che determinano frequenti interruzioni del servizio.
La mappa dei rischi restituisce quindi un quadro complesso, nel quale esposizione sismica, dissesto idrogeologico e criticità ambientali si intrecciano.
“È stato un pomeriggio partecipato quello di ieri, sia dai cittadini che dall’amministrazione, presente nelle diverse competenze che hanno interessato il piano di protezione civile. Sulla scia delle indicazioni dei cittadini rappresentate nella mappa dei rischi che Cittadinanzattiva ha composto, sono stati affrontati e approfonditi alcuni dei temi emersi. Un’occasione di crescita e maggiore conoscenza per la Comunità delle previsioni del piano, la possibilità di avere chiarimenti e segnalare preoccupazioni. È stata sottolineata l’importanza della partecipazione dei cittadini, anche al fine di rafforzare la memoria collettiva sui rischi che caratterizzano il territorio, come condizione per rispondere sempre con maggiore efficacia alle emergenze.” dichiara Giusi Mirabile, coordinatrice dell’assemblea territoriale di Cittadinanzattiva di Ariano Irpino
Il contesto nazionale nel quale si colloca l’iniziativa è caratterizzato da una crescente frequenza di eventi estremi. Secondo i dati del Dipartimento della Protezione Civile, elaborati da Openpolis, da maggio 2012 a marzo 2023 lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte. Di queste, 135 dichiarazioni sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi, mentre 9 hanno riguardato eventi sismici o vulcanici.
Attraverso “Sicuri Insieme”, Cittadinanzattiva ribadisce il valore della collaborazione tra cittadini e istituzioni.
“Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo: è, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte. Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini, che debbono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono, richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze. Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un’opzione, ma un’esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini. Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo.” dichiara Raniero Maggini, responsabile delle politiche dell’Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva.