Napoli

Svolta nelle indagini sulla morte di Michele Luca Noschese, conosciuto nel mondo della musica come DJ Godzi. Il padre del 36enne napoletano, il professor Giuseppe Noschese, è stato ascoltato per oltre due ore e mezza dagli agenti della Squadra Mobile di Roma. L’audizione segna un punto di svolta nell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica per far luce su quanto accaduto il 19 luglio scorso a Ibiza.

La testimonianza e le incongruenze

L'incontro con gli inquirenti ha permesso di mettere a verbale le numerose criticità riscontrate dalla famiglia sin dai primi momenti successivi al decesso. Secondo fonti vicine alla famiglia, il professor Noschese – tra i massimi esperti mondiali nella gestione dei pazienti politraumatizzati – ha fornito un quadro dettagliato delle incongruenze emerse tra la versione ufficiale delle autorità spagnole e i riscontri oggettivi ottenuti privatamente. Il prossimo 1 aprile, alle ore 15, il padre del giovane sarà nuovamente convocato in Questura a Roma per la formalizzazione definitiva delle dichiarazioni, a conferma della rilevanza che il suo contributo sta assumendo a livello investigativo.

Autopsia: versioni a confronto

Il cuore della contesa giudiziaria risiede negli esiti degli esami autoptici. Esistono infatti due ricostruzioni contrastanti:

La versione spagnola: Per la Guardia Civil, il dj sarebbe morto per un infarto causato dall'abuso di sostanze stupefacenti mentre veniva immobilizzato dopo aver minacciato un vicino. L’autopsia eseguita alle Baleari non avrebbe rilevato segni di violenza.

La versione della famiglia: Gli accertamenti eseguiti in Italia, recentemente depositati agli atti, racconterebbero una storia diversa. La perizia indipendente avrebbe evidenziato la frattura di alcune costole, lesioni che per i familiari sarebbero compatibili con un pestaggio avvenuto durante il fermo.

"Confido pienamente nel lavoro della magistratura italiana", ha dichiarato il professor Giuseppe Noschese. "Ribadisco con forza la necessità di fare piena luce su quanto accaduto a mio figlio. Non cerco altro che verità e giustizia."

Un caso di rilevanza internazionale

L'attenzione degli investigatori italiani si concentra ora sull'analisi comparativa dei reperti medici. Il caso di Michele Luca Noschese potrebbe non restare isolato: gli inquirenti stanno valutando se inserire la vicenda in un filone d'indagine più ampio, relativo ad altri episodi analoghi di cittadini stranieri deceduti durante interventi della polizia in Spagna negli ultimi anni.

La famiglia, che da dodici anni seguiva il percorso professionale di Michele nell'isola delle Baleari, attende ora che la magistratura italiana possa colmare i vuoti lasciati dalle indagini estere, trasformando i sospetti in prove documentali.