I quotidiani a febbraio scorso avevano dato ampio risalto agli interventi sul verde finalizzati a restituire alla fruibilità dei tantissimi visitatori le aree del parco della Floridiana che, dopo lustri d'abbandono, sono ancora interdette al pubblico per ragioni di sicurezza, a seguito della caduta, avvenuta per fortuna senza danni a persone, di alcuni alberi malati e mai curati.
Il tutto sulla scorta di un progetto predisposto dai Musei nazionali del Vomero e dalla direzione regionale Musei nazionali Campania. Progetto che prevede di restituire l'antico parco borbonico al suo antico splendore entro otto mesi, vale a dire per ottobre prossimo".
A intervenire, ancora una volta, sulle datate vicende del parco vomerese, nel cuore di tante persone, afflitto però da un abbandono che si trascina, nonostante le petizioni e le proteste dei cittadini, da oltre quindici anni, è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che è sceso in campo più volte, pure con la creazione di una pagina sul social network Facebook, che conta oltre 5.000 iscritti e con il lancio di una petizione online, al fine di ripristinare la piena fruibilità del parco borbonico.
In verità - sottolinea Capodanno - i lavori per la riqualificazione, iniziati alla fine dell'anno 2023, si erano interrotti a settembre dell'anno 2024, quindi un anno e mezzo fa, dopo le dimissioni dell'allora ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, che, nel corso del suo mandato, si era molto adoperato per rilanciare il parco che da tempo versava in pessime condizioni.
Lavori che non erano più ripresi, nonostante le numerose istanze indirizzate anche al successore di Sangiuliano, il ministro Alessandro Giuli, lasciando irrisolti la maggior parte dei problemi presenti nel parco, peraltro molto frequentato anche dai numerosi turisti che affollano il capoluogo partenopeo.
Negli annunci diramati il mese scorso - ricorda Capodanno - si leggeva che si sarebbe proceduto per lotti, riducendo al minimo i disagi alle migliaia di visitatori, evitando chiusure. Invece è arrivata la doccia fredda, dal 16 marzo scorso e per un mese, fino al 15 aprile prossimo resta chiuso l'accesso principale su via Cimarosa, per consentire i "lavori di manutenzione e di messa in sicurezza del verde", recita il cartello fissato sui cancelli sbarrati.
E menomale che si volevano ridurre i disagi, altrimenti c'era il rischio che il cancello veniva chiuso per tutti gli otto mesi programmati per i lavori. Peraltro quando si decide di sbarrarlo? In piena primavera e alla vigilia delle festività pasquali, quando notoriamente la frequentazione del parco aumenta anche per la chiusura delle scuole.
Vero è - puntualizza Capodanno - che resta aperto l'altro ingresso da via Aniello Falcone. Ingresso che certamente è più agevole per coloro che vogliono visitare il museo Duca di Martina e che provengono dalla parte bassa della Città ma non per i tanti visitatori che arrivano al Vomero con le funicolari o con il metrò e soprattutto per le mamme con passeggino o per persone diversamente abili con carrozzella o anziane con problemi di deambulazione, visto che dal centro del Vomero per raggiungere tale ingresso bisogna, tra l'altro, utilizzare la rampa di scale di via Luca Giordano, di recente intitolata alla pittrice Artemisia Gentileschi, che però, nonostante le tante richieste, all'atto dei lavori di riqualificazione, realizzati due anni fa, non fu dotata di servoscala".
Capodanno dando voce alle tante proteste dei residenti chiede che i lavori, che hanno comportato la chiusura dell'ingresso al parco borbonico su via Cimarosa, vengano accelerati, ferma restando la necessità di garantire innanzitutto la sicurezza, in modo da consentirne la riapertura in tempi rapidi e comunque prima del 15 aprile prossimo, così come indicato.