Che sagome quelli del Pd di Avellino. Una volta tanto che il consigliere regionale Maurizio Petracca, mister 25mila voti, ha intuito la mossa giusta per vincere le amministrative ecco che a via Tagliamento si fa di tutto per dividersi e ricominciare daccapo in un gioco dell'oca già visto come dimostrano le tre sconfitte di fila rimediate alle ultime amministrative di Avellino.
Il film già visto quando fu scelto De Maio...
Dispiace dirlo. Ma il film lo abbiamo già visto quando venne scelto come candidato sindaco un professionista serio e autorevole come l'avvocato Benedetto De Maio, poi costretto a rinunciare. Stavolta la storia si ripete con un imprenditore popolare e stimato come Walter Giordano, uno che davvero ama la città e che potrebbe consentire al Pd di essere competitivo e di provare a liberare la città dalle truppe di Festa e Nargi pronte nuovamente a occupare Piazza del Popolo. Almeno è uno che se la può giocare.
Ma il campo largo un candidato più forte non ce l'ha
Vedremo quale verdetto uscirà dal tavolo del campo largo, che comincia a perdere pezzi. Di sicuro la coalizione un candidato più popolare e autorevole di Walter Giordano non ce l'ha. Le ipotesi politiche non entusiasmano. Resta però da chiarire solo un aspetto: il paventato conflitto di interesse dell'imprenditore, che è stato giustamente evidenziato da Antonio Gengaro. Ecco su questo punto forse sarebbe il caso di fare chiarezza e sgomberare il campo da ogni sospetto.
E anche lo stesso Petracca, se vuole davvero recitare il ruolo di leader che l'Irpinia gli ha assegnato, dovrebbe uscire allo scoperto e parlare alla città più che al partito. Cosa che finora non è avvenuta. Peccato.