Nel silenzio delle diplomazie ufficiali, è il mare a farsi carico della solidarietà. È approdata oggi nel porto di Mergellina, in coincidenza con la Domenica delle Palme, la Global Sumud Flotilla. L’imbarcazione, partita da Livorno e diretta verso la Striscia di Gaza, rappresenta l’avamposto italiano della "Spring Mission 2026", una coalizione internazionale che punta a spezzare il blocco navale per consegnare aiuti umanitari vitali.
Dieci tonnellate di aiuti e una flotta di cento navi
L’imbarcazione a vela "Bianca", arrivata al Molo Luise intorno alle 12:45, non viaggia sola. Secondo gli organizzatori della Freedom Coalition e Thousand Madleens, sono circa cento le imbarcazioni mobilitate a livello globale: 78 sono attualmente in rotta verso Augusta, mentre altri contingenti si stanno radunando a Barcellona.
A bordo della tappa napoletana viaggiano dieci tonnellate di cibo pronto al consumo, un carico simbolico ma concreto destinato a una popolazione stremata. "L'assedio è illegale e l'attenzione internazionale sta calando", spiegano gli attivisti, consapevoli che la tensione geopolitica del 2026 rende questa missione la più pericolosa di sempre.
L'abbraccio di Napoli: tra canti e testimonianze
Piazza Sannazaro si è trasformata in una "flotta di terra". Centinaia di persone hanno accolto i cinque volontari dell'equipaggio tra bandiere palestinesi e le note di "Bella Ciao". Particolarmente toccante l'intervento di Souzan Fatayer, studentessa dell'Università L'Orientale di Napoli, che ha dato voce ai 25 studenti gazawi attualmente nel capoluogo campano.
"Siamo stati costretti a lasciare la nostra terra. Vorrei essere su quella nave per riabbracciare la mia famiglia", ha dichiarato Fatayer. "Se questo supporto fosse arrivato prima, forse la storia sarebbe stata diversa".
Sfida ai governi: "Se non agiscono loro, lo facciamo noi"
La missione si configura come un atto di disobbedienza civile internazionale. Dario, uno dei volontari a bordo della "Bianca", ha ribadito la natura politica dell'iniziativa: "In un momento di guerra totale, se i governi restano immobili, tocca alla società civile agire. Questa volta dobbiamo riuscire a passare".
La flotta riprenderà il mare nelle prossime ore, puntando verso il Mediterraneo orientale, in quello che si preannuncia come un teso confronto con le autorità navali che presidiano l'accesso alla Striscia.