E' magro come un chiodo, ha l'aria comprensibilmente spaurita, quella di chi sa di essere scampato alla morte, si appoggia alle stampelle per camminare. “Gaetano, come va?”, gli chiedo. “Insomma, non bene”, risponde. “Cosa ricordi di quella notte”, insisto. “Poco”, replica.
E' in compagnia di due familiari e dell'avvocato Antonio Leone, è atteso da un interrogatorio – come anticipato da Ottopagine sei giorni fa - dinanzi al pm Marilia Capitanio. Lui è il 17enne di Vtulano che nelle prime ore del 5 ottobre 2025, a Montesarchio, era stato ridotto in fin di vita con una mazza da baseball, calci e pugni anche mentre era a terra. Gravissime le conseguenze, ma l'importante è che lui ora sia tornato a casa, anche se il percorso riabilitativo si annuncia molto lungo. “Forza, sei giovanissimo”, gli dico, per cercare di incoraggiarlo, mentre si avvia verso l'ingresso della Procura.
Si tratta di una storia sconcertante, condita da una violenza assurda, per la quale sono stati arrestati dai carabinieri, complessivamente, 12 giovani: quattro nell'immediatezza dei fatti, gli altri lo scorso 18 marzo, quando cinque indagati sono finiti in carcere per tentato omicidio in concorso con i primi, gli altri tre ai domiciliari per lesioni aggravate ai danni di un 18enne di Foglianise, uno di coloro con i quali – secondo gli inquirenti – quelli di Benevento avrebbero dovuto regolare vecchi conti rimasti in sospeso. Gaetano è purtroppo l'immagine di quella notte di follia.
Il suo interrogatorio è stato secretato dal Pm, probabile che il minore abbia offerto elementi utili alla completa ricostruzione della vicenda.