Ariano Irpino

Azione con Calenda ha inaugurato la nuova sede politica in viale Tigli ad Ariano Irpino, alla presenza del deputato Antonio D'Alessio. 

Presenti i massimi vartici del partito locale a partire da Domenico Gambacorta, Fabio Gambacorta e Raffaela Manduzio presidente dell'assemblea regionale di Azione Campania.

Un momento di incontro aperto a tutti, iscritti, simpatizzanti e cittadini al fine di restituire dignità e futuro alla comunità e ridare slancio ad un territorio che merita molto di più

Il documento di Azione, punto di partenza della imminente campagna elettorale che vede candidato a sindaco nel centro destra Mario Ferrante. Si compone di cinque punti. 

1. Restituire ad Ariano una posizione di centralità politica

Il primo obiettivo è riportare Ariano a una posizione di centralità politica nelle dinamiche provinciali e regionali. Negli ultimi anni la città non ha avuto peso politico né in Provincia né in Regione. Basti pensare al regalo confezionato dal Comune di Ariano, la Provincia di Avellino e l'ex Giunta Regionale campana sul definanziamento della Manna–Cardito; alla decisione assunta sempre dal Comune di Ariano insieme alla Provincia di Avellino e all’attuale Giunta regionale sul dimensionamento scolastico; o ancora alle scelte sul Masterplan regionale, in cui il vero punto di riferimento politico è stato il Comune di Grottaminarda anziché quello di Ariano come invece avrebbe dovuto essere.

A questo si aggiungono le posizioni ondivaghe sugli enti sovracomunali (ASI, Alto Calore, Antenna Sociale e altri) che hanno ulteriormente indebolito il peso politico della città. Ariano deve tornare a essere protagonista nelle sedi in cui si prendono le decisioni che riguardano il suo futuro.

2. Restituire centralità al Consiglio Comunale

La politica deve tornare nel luogo naturale del confronto democratico: il Consiglio Comunale. Qui devono svolgersi le discussioni e il confronto tra forze politiche, sociali, imprenditoriali e sindacali.

Non è accettabile che negli ultimi anni non si sia discusso in modo adeguato di temi fondamentali come l’urbanistica, la Stazione Hirpinia, la Piattaforma Logistica, il PIP, il Cimitero, il contenuto e i progetti del Masterplan, la scelta dei progetti da candidare al PNRR, gli investimenti nelle reti idriche e nelle strade rurali.

Questo è avvenuto nonostante l’impegno dei cinque consiglieri di minoranza che, più volte, hanno sollecitato il confronto istituzionale, in particolare il consigliere Marcello Luparella.

3. Garantire la trasparenza amministrativa

La trasparenza deve essere garantita concretamente, non solo proclamata. Concorsi pubblici (compresi gli scorrimenti delle graduatorie), gare, affidamenti fiduciari per lavori e servizi tecnici devono essere rivisti attraverso regolamenti chiari e rigorosi.

È necessario eliminare ogni margine di discrezionalità che possa generare pratiche clientelari o forme di amichettismo. L’amministrazione pubblica deve essere guidata da criteri di imparzialità, merito e correttezza amministrativa.

4. Cambiare lo stile di governo e la comunicazione

Occorre uscire dalla bolla della comunicazione continua sui social e tornare a privilegiare serietà istituzionale e attenzione ai problemi reali delle persone, in particolare delle fasce più deboli.

Negli ultimi anni la comunicazione ha spesso privilegiato l’effimero. Serve invece uno stile amministrativo che valorizzi il rispetto delle minoranze, la collegialità nelle decisioni e un metodo di governo che superi la logica dell’uomo solo al comando.

5. Rispetto degli avversari ed etica della politica

Il confronto politico deve tornare a essere fondato sul rispetto degli avversari e sul rilancio dell’etica pubblica.

È necessario evitare promesse facili e irrealizzabili che, alla lunga, producono solo disillusione e allontanamento dei cittadini dalla politica. La credibilità delle istituzioni si ricostruisce attraverso serietà, coerenza e rispetto verso la comunità.