l nuovo tassello dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi arriva dalle analisi del Ris dei carabinieri di Cagliari, rientrato nella villetta di via Pascoli per una ricostruzione millimetrica delle tracce ematiche con tecnologie non disponibili nel 2007. La consulenza, chiesta dalla Procura di Pavia nell’ambito della riapertura del fascicolo su Andrea Sempio, è stata depositata ma resta coperta dal segreto istruttorio. Le prime indiscrezioni, però, delineano uno scenario che avrebbe un peso rilevante sulla lettura della scena del crimine.
Un solo aggressore
Secondo quanto trapela dalla nuova Bloodstain Pattern Analysis, la scena del delitto sarebbe compatibile con la presenza di un solo assassino e con l’uso di una sola arma. È un punto delicato, perché il nuovo filone d’indagine ha rimesso al centro il nome di Andrea Sempio, mentre Alberto Stasi resta l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio, sentenza passata in giudicato nel 2015; nel 2025 la Cassazione ha inoltre confermato per lui la semilibertà. La nuova consulenza, stando alle anticipazioni di stampa, confermerebbe anche che le lesioni alla testa di Chiara Poggi sarebbero riconducibili a uno strumento dotato di due superfici differenti, con una compatibilità ritenuta elevata con un martello da lavoro. Si tratta di una linea che, almeno nelle indiscrezioni, si salda con le vecchie conclusioni medico-legali sull’impiego di un corpo contundente metallico, non identificato con certezza ma con caratteristiche battenti nette.
Il nodo delle scale
L’elemento più nuovo riguarda però la sequenza finale dell’aggressione. La BPA del Ris avrebbe aperto all’ipotesi che la vittima sia stata colpita un’ultima volta mentre si trovava già sulle scale interne che conducono alla cantina. È un dettaglio destinato a incidere sulla ricostruzione complessiva: per anni il racconto giudiziario si è concentrato sui colpi inferti nella parte alta della scala e sul successivo trascinamento del corpo, mentre ora affiora la possibilità di una dinamica più articolata, con un colpo conclusivo in una fase diversa da quella finora ritenuta prevalente. Nelle ultime settimane, inoltre, un’altra consulenza affidata all’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha riacceso il dibattito su tempi e modalità del delitto, suggerendo che Chiara Poggi possa avere lottato più a lungo del previsto e che l’orario della morte possa slittare rispetto alle ricostruzioni storiche. Anche questo elemento, se consolidato, finirebbe per intrecciarsi con la rilettura delle tracce di sangue e con la geografia dell’aggressione dentro la villetta.
L’inchiesta verso il passaggio decisivo
Il quadro, tuttavia, resta provvisorio. Gli atti non sono ancora accessibili alle parti e solo con la chiusura delle indagini sarà possibile misurare il contenuto effettivo della consulenza del Ris e il suo peso processuale. La direzione dell’inchiesta è quella di un avvicinamento al bivio finale tra archiviazione e richiesta di processo per Andrea Sempio. Fino ad allora, ogni anticipazione resta sul terreno delle indiscrezioni, ma la sensazione è che la nuova ricostruzione tecnico-scientifica stia provando a riscrivere, almeno in parte, la dinamica di uno dei casi di cronaca più controversi degli ultimi vent’anni.