Il materiale raccolto sull’asteroide Bennu continua a raccontare una storia antichissima. Secondo uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences e guidato da Mehmet Yesiltas della Stony Brook University, nei campioni riportati a Terra emergono tracce chiare di interazioni tra acqua, minerali e materia organica risalenti alle prime fasi del Sistema solare. I frammenti analizzati, catalogati come OREX-800066-3 e raccolti dalla missione OSIRIS-REx della NASA, rappresentano un materiale incontaminato, mai alterato dall’atmosfera terrestre. Proprio questa purezza li rende una sorta di archivio chimico del passato cosmico.

Tre domini chimici distinti

L’analisi spettroscopica, spinta fino a una scala di circa 20 nanometri, ha rivelato una struttura sorprendentemente complessa. La materia presente su Bennu non è distribuita in modo uniforme, ma organizzata in tre domini organico-minerali distinti. Un primo dominio è ricco di composti organici alifatici, un secondo è dominato da minerali carbonatici, mentre il terzo contiene composti organici con azoto. Questa suddivisione indica che i processi chimici avvenuti sull’asteroide sono stati molteplici e localizzati, non uniformi.

Il ruolo dell’acqua liquida

Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda il ruolo dell’acqua. I dati suggeriscono che Bennu sia stato alterato dalla presenza di acqua liquida, ma in modo discontinuo. Le interazioni tra acqua e materiali non sarebbero avvenute in maniera costante, bensì in ambienti diversi e con dinamiche variabili. Questo scenario rafforza l’idea che anche piccoli corpi celesti abbiano potuto ospitare microambienti chimici complessi, potenzialmente favorevoli alla formazione di molecole prebiotiche.

Molecole fragili sopravvissute

Un risultato particolarmente significativo è la sopravvivenza di molecole organiche fragili nonostante l’alterazione dovuta all’acqua. Questo elemento apre nuove prospettive sulla stabilità della materia organica nello spazio e sulla sua possibile diffusione nei corpi del Sistema solare. Le implicazioni vanno oltre Bennu: comprendere come acqua, minerali e composti organici abbiano interagito su asteroidi primitivi significa avvicinarsi alle origini stesse della chimica che ha portato alla vita.

Uno sguardo al passato del Sistema solare

Asteroide carbonaceo vicino alla Terra, Bennu è considerato un frammento di un corpo progenitore più grande, distrutto miliardi di anni fa. I suoi detriti conservano tracce di quei processi antichi, offrendo agli scienziati una finestra privilegiata sul passato. Le analisi in corso sui campioni della missione OSIRIS-REx continueranno nei prossimi anni, con l’obiettivo di ricostruire sempre più nel dettaglio l’evoluzione chimica del Sistema solare primordiale.