Quella che doveva essere la settimana del rientro e del rilancio si è trasformata in un caso diplomatico . Romelu Lukaku non è tornato a Castel Volturno. Nonostante l'ultimatum della società, il belga è rimasto in patria, aprendo di fatto un braccio di ferro che rischia di concludersi con una sanzione esemplare o, nell'ipotesi peggiore, con l'esclusione dal progetto tecnico.
Il "caso" Maesschalck e il presunto infortunio
Il punto di rottura è legato alle condizioni fisiche dell'attaccante. Lukaku sostiene di aver accusato un versamento muscolare nella stessa zona interessata dallo strappo subito in estate. Una diagnosi che però non trova riscontri né nello staff medico del Napoli, né in quello della nazionale belga.
In totale autonomia, il calciatore ha deciso di affidarsi alle cure di Lieven Maesschalck, il fisioterapista di fiducia di Kevin De Bruyne, stabilendosi ad Anversa per un programma di recupero stimato in circa dieci giorni. Una mossa "irrituale" per un tesserato di Serie A, che solitamente è tenuto a seguire i protocolli medici e logistici del club di appartenenza.
Messaggi social e realtà dei fatti
Nel tentativo di smorzare i toni, Lukaku ha affidato a Instagram un messaggio d'amore verso la maglia azzurra e la città, spiegando che la sua scelta non è una sfida alla società, ma un tentativo disperato di tornare al 100% della forma.
"Le mie scelte hanno come unico faro il rientro in campo nelle migliori condizioni", ha precisato il belga.
Parole che però sembrano cozzare con la realtà di un club, il Napoli, che non ha gradito la gestione unilaterale della vicenda. La mancanza di comunicazioni ufficiali da parte della società nelle ultime ore è il segnale di un silenzio teso: negli uffici legali si starebbero già valutando pesanti sanzioni pecuniarie e non è escluso il collocamento fuori rosa.