Un’azienda irpina protagonista negli interventi di riqualificazione del sito patrimonio mondiale di Ivrea: tra restauro, tecnologia e nuovi spazi per studenti.
C’è un luogo, in Italia, dove l’innovazione non è mai stata solo tecnologia, ma cultura, architettura e visione.
È Ivrea, oggi riconosciuta come Ivrea Città Industriale del XX secolo, patrimonio mondiale UNESCO, esempio concreto di un modello industriale capace di integrare produzione e qualità della vita.
Qui, negli anni del boom economico, Adriano Olivetti aveva già intuito un principio che oggi torna centrale: il lavoro non è solo produttività, ma anche spazio, relazione e benessere.
Tra le espressioni più rappresentative di questa visione c’è il Palazzo Uffici Olivetti, realizzato tra il 1960 e il 1964 come sede direzionale, tra uffici e spazi operativi.
La pianta stellare, con tre corpi disposti a 120 gradi, risponde a una logica precisa: favorire comunicazione, efficienza e organizzazione del lavoro.
Ma è entrando che si coglie il cuore del progetto.
Al centro, uno spazio esagonale ospita una scenografica scala elicoidale, sovrastata da un lucernario che diffonde luce naturale.
Un elemento architettonico di forte impatto, che non ha solo funzione distributiva ma rappresenta un vero e proprio punto di connessione tra persone e spazi.
È qui che l’architettura diventa esperienza.
Oggi il palazzo mantiene la sua vocazione direzionale, ma è al centro di un percorso di riqualificazione che punta a renderlo pienamente funzionale alle esigenze contemporanee.
La sfida è chiara: integrare tecnologie e nuovi servizi senza alterare l’identità originaria.
Un equilibrio che richiede competenze tecniche, sensibilità progettuale e una visione capace di tenere insieme passato e futuro.
All’interno di questo percorso si inserisce l’intervento di Soft Tecnology, impegnata nella valorizzazione e nell’aggiornamento tecnologico degli spazi, come general contractor.
Particolarmente significativo è il lavoro realizzato all’ingresso dell’edificio, dove è stata progettata una nuova reception alla base proprio della scala centrale, disegnata dal giovane architetto della Soft Tecnology Alessia Gaeta.
Uno spazio contemporaneo, che dialoga con l’architettura esistente senza sovrastarla.
Linee essenziali, tecnologia integrata e attenzione all’esperienza trasformano l’ingresso in un punto di accoglienza funzionale e coerente con il contesto.
A seguire le attività è il CEO di Soft Tecnology, Luigi Pedata, impegnato direttamente nella gestione operativa del progetto.
“Intervenire su un edificio come questo significa assumersi una responsabilità che va oltre l’aspetto tecnico. Ogni scelta deve rispettare ciò che questo luogo rappresenta. Il nostro obiettivo non è inserire tecnologia, modernizzare, ma far sì che l’innovazione diventi parte dello spazio, senza alterarlo. Innovare, in questi casi, significa prima di tutto comprendere.”
Accanto agli interventi sul palazzo, l’attività si estende anche alla realizzazione di nuovi spazi.
È il caso dello studentato in fase di sviluppo: una struttura di 5 piani, destinata ad accogliere circa 300 studenti.
Un progetto che guarda al futuro, ma che mantiene lo stesso approccio: progettare ambienti in cui tecnologia, funzionalità e qualità della vita convivano in modo naturale.
Guardare oggi a Ivrea significa riconoscere quanto quella visione sia ancora attuale.
L’innovazione non è mai solo una questione tecnica. È il risultato di un equilibrio tra spazi, persone e cultura.
E in un’epoca in cui la trasformazione digitale sembra spesso correre più veloce dei contesti che la ospitano, il vero valore sta proprio qui: nel saper portare il futuro dentro luoghi che hanno già fatto la storia.
Perché innovare non significa sostituire.
Significa continuare, senza tradire.