Avellino

L’udienza preliminare è stata fissata per il 2 aprile prossimo davanti al GIP del Tribunale di Avellino, Mauro Tringali. Al centro del procedimento, una richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura che coinvolge quattro persone, accusate a vario titolo di tentata estorsione aggravata, usura e corruzione elettorale. Il fascicolo, coordinato dal sostituto procuratore Fabio Massimo Del Mauro, ricostruisce la vicenda che si sviluppa tra il Comune di Avellino e le elezioni amministrative del giugno 2024.

Gli imputati

Tra gli imputati figura l'ex assessore all’ambiente del Comune di Avellino per voto di scambio, ma allo stesso tempo è anche persona offesa. Imputato P.S. accusato di tentata estorsione aggravata, usura e voto di scambio, suo figlio G.S. imputato per usura in concorso, con tassi indicati nell’atto di accusa come non inferiori al 65% annuo e P.C. accusato di tentata estorsione. Gli imputati sono difesi dagli avvocati: Claudio Frongillo, Gerardo Di Martino e Francesco Maiello. 

La ricostruzione

Tra gennaio e febbraio 2025 P.C e P. S. si sarebbero presentati più volte a Piazza del Popolo, durante le sedute del Consiglio comunale, per avvicinare l’ex assessore. Gli incontri indicati negli atti sono datati 21 e 27 gennaio e 28 febbraio. Occasioni durante le quali, gli imputati avrebbero rivolto all’assessore richieste e pressioni, accompagnate – secondo l’accusa – da espressioni minacciose. In uno degli episodi, l'ex assessore si sarebbe allontanato trovando riparo nella stanza del sindaco.

Le minacce 

"Non mi hai voluto aiutare con mio figlio! A questo punto ti devi dimettere altrimenti ti faccio passare un guaio! Non ho nulla da perdere!" Il 28 febbraio, sempre secondo quanto riportato negli atti, le richieste sarebbero state esplicitate in modo diretto: "Ti veniamo a prendere fino a casa, devi sistemare i nostri figli, ti sei comprato i voti per uscire assessore, abbiamo le prove sui telefonini che ci hai costretto a votarti in cambio dell’interessamento per i nostri figli per un posto di lavoro". L’intervento della polizia avrebbe interrotto l’episodio.

Le accuse di voto di scambio sulle elezioni comunali 2024

Un ulteriore capo d’imputazione riguarda le elezioni amministrative del giugno 2024. L'ex assessore – allora candidato al consiglio comunale – avrebbe promesso a due imputati un posto di lavoro nell'azienda che gestiva i rifiuti in città. Secondo l’accusa, la promessa sarebbe stata accettata e avrebbe trovato riscontro nell’espressione del voto,  con la foto scattata nel seggio e inviata al candidato ex assessore.