Napoli

Cinquant’anni di camice bianco non sono solo un traguardo anagrafico, ma la testimonianza vivente di come la medicina sia cambiata, restando però fedele al suo principio cardine: il rapporto umano. L’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e provincia ha celebrato alla Mostra d’Oltremare una giornata storica, conferendo le medaglie d'oro ai professionisti che hanno raggiunto il prestigioso traguardo del mezzo secolo dalla laurea.

Sebbene alla cerimonia fossero presenti fisicamente 333 medici, il riconoscimento è andato a ben 520 professionisti, inclusi coloro che non hanno potuto partecipare di persona. Un esercito di esperienza che ha attraversato le stagioni più complesse della sanità campana e nazionale.

Zuccarelli: "Oltre il commissariamento, ora servono scelte coraggiose"

Il presidente dell’Ordine, Bruno Zuccarelli, ha trasformato la premiazione in un’occasione di riflessione profonda sullo stato della sanità regionale. Se da un lato c'è l'omaggio a una generazione che ha vissuto il "sacrificio e il rigore", dall'altro c'è l'allarme per un sistema sotto pressione.

"Quella di oggi è una giornata che parla di memoria e riconoscenza," ha dichiarato Zuccarelli. "Questi colleghi hanno vissuto cambiamenti profondi senza mai venire meno al dovere. Ma oggi, con la fine della lunga stagione del commissariamento in Campania, non possiamo abbassare la guardia. Servono investimenti seri su prevenzione e medicina territoriale."

Il monito è chiaro: l'esperienza dei veterani deve servire da bussola per i giovani medici, oggi schiacciati da carenze di personale e difficoltà organizzative che rendono il lavoro quotidiano una sfida sempre più ardua.

I protagonisti: le eccellenze della medicina napoletana

Tra i 520 premiati figurano nomi che hanno scritto pagine fondamentali della clinica e della ricerca all'ombra del Vesuvio. Tra i premiati che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento spiccano:

Pietro Muto e Pio Caso, figure di riferimento nel panorama specialistico regionale.

Adolfo Gallipoli D’Errico e Luigi Santini, nomi storici della chirurgia e dell'associazionismo medico.

Vincenzo Basile, Elio Bava, Paolo Capogrosso, Antonio De Falco, Franklin Picker.

Questi professionisti rappresentano un patrimonio di competenze che, secondo l'Ordine, deve essere valorizzato per formare la classe dirigente del futuro, specialmente in una fase in cui la sanità campana cerca di ricostruire la propria identità post-emergenziale.

Un ponte tra passato e futuro

La cerimonia si è conclusa con un passaggio di testimone ideale. In un’epoca di medicina iperspecialistica e digitale, il richiamo di Zuccarelli alla "passione e allo spirito di servizio" dei premiati suona come un invito a non dimenticare l'aspetto etico della professione.

La sfida della nuova sanità campana, libera dai vincoli contabili del commissariamento, parte proprio da qui: dalla capacità di coniugare la modernità tecnologica con l'umanità di chi, per 50 anni, ha messo il paziente davanti a ogni crisi di sistema.