Napoli

Il dolore di Scampia entra nelle aule di giustizia. Si è aperta oggi l'udienza preliminare per il crollo della Vela Celeste, la tragedia che la notte del 22 luglio 2024 ha strappato tre vite e segnato per sempre il destino di undici feriti. Un passaggio tecnico, ma dal forte carico simbolico, segnato dalle prime costituzioni di parte civile e da un rinvio già fissato: la prossima tappa è prevista per il 5 giugno. Davanti al GIP Daniela De Nicola, il faldone dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Manuela Persico delinea uno scenario di presunte omissioni e negligenze che trasforma un incidente strutturale in un caso di responsabilità amministrativa.

Sei indagati per il disastro: le accuse

L'inchiesta della Procura di Napoli punta il dito contro sei funzionari del Comune di Napoli. Le accuse, pesantissime e contestate a vario titolo, sono disastro, omicidio plurimo e omessa manutenzione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il cedimento dei tre ballatoi che ha innescato la tragedia non sarebbe stato un evento imprevedibile. Al centro del dibattito giudiziario vi è un documento che scotta: un’ordinanza di evacuazione datata 12 ottobre 2015. Quell’atto, che imponeva lo sgombero dell'edificio già dieci anni fa per motivi di sicurezza, è rimasto "lettera morta", lasciando centinaia di persone in una struttura potenzialmente letale.

Il bilancio umano: i nomi della tragedia

Mentre la giustizia muove i suoi primi passi, resta indelebile il ricordo di chi non c’è più. Nell’estate del 2024, il crollo ha stroncato le vite di Roberto Abbruzzo (29 anni), Margherita Della Ragione (35 anni), Patrizia Della Ragione (53 anni), Oltre alle vittime, il bilancio conta undici feriti, tra cui sette minorenni, alcuni dei quali hanno riportato lesioni permanenti.

Le parti civili e l’ipotesi risarcimento

L’udienza odierna è servita a definire lo schieramento legale. Tra le parti civili figurano le famiglie delle vittime e dei feriti, affiancate da associazioni come Cam Telefono Azzurro, rappresentata dall'avvocato Clara Niola, a tutela dei numerosi minori coinvolti. Stando a quanto emerso a margine dell'aula, sarebbero già sul tavolo delle proposte risarcitorie. Gli avvocati delle parti offese hanno richiesto il rinvio proprio per valutare con attenzione queste istanze e le memorie di costituzione.

Verso il 5 giugno: la sfida della verità

La decisione di rinviare al 5 giugno servirà a definire la platea dei soggetti che chiederanno conto del disastro in aula. Resta il nodo politico e civile: come è stato possibile che un ordine di sgombero ufficiale sia stato ignorato per quasi un decennio? La risposta a questa domanda sarà il cuore del processo, un percorso necessario per dare giustizia a un quartiere che da troppo tempo attende risposte concrete dalle istituzioni.