Castelbaronia

 

Il sindaco di Castel Baronia, Patrizia Reale, ha partecipato al convegno di studi “L’acqua è un bene prezioso”, svoltosi a Grottaminarda e dedicato alla figura del compianto Vittorio Caruso.

Un appuntamento che ha visto la partecipazione di istituzioni, tecnici, scuole e amministratori del territorio, offrendo un’importante occasione di confronto sul tema della gestione della risorsa idrica nelle aree interne.

Nel corso del suo intervento, il sindaco ha posto l’attenzione su una criticità strutturale che riguarda da vicino la Baronia e l’Irpinia: la presenza di importanti sorgenti non sempre si traduce in un servizio efficiente per i cittadini.

"Non è più accettabile , ha dichiarato - che territori ricchi di acqua vivano difficoltà nell’erogazione del servizio. Non basta avere la risorsa: bisogna garantire una gestione adeguata, continua e sicura".

Reale ha voluto rendere concreta questa criticità attraverso un’immagine semplice ma significativa, più volte richiamata nel corso del convegno:

“Le nostre reti idriche sono come una bottiglia piena di acqua ,bucata: da una parte l’acqua c’è, dall’altra si disperde o non arriva come dovrebbe. In molti casi, le tubature sono vecchie, ostruite dal calcare, compromesse nella loro funzionalità”.

Una situazione che il primo cittadino ha potuto constatare direttamente: "Da quando sono stata eletta, appena un anno e mezzo fa, ho visto con i miei occhi tubazioni completamente intasate dal calcare. Questo provoca un aumento della pressione e, di conseguenza, rotture continue e disservizi".

Da qui il passaggio centrale del suo intervento:

"È evidente che bisogna lavorare a monte: installare sistemi anticalcare, prevedere dispositivi di trattamento dell’acqua già nei serbatoi e intervenire sulle infrastrutture ormai obsolete, programmando investimenti strutturali. Non possiamo limitarci a riparare le rotture, dobbiamo prevenire".

Patrizia Reale ha inoltre aggiunto un elemento di riflessione nato anche dal confronto diretto con chi  conosce un pò il settore:

"Parlando con mio fratello, che ha lavorato per tanti anni nell’Alto Calore, emerge chiaramente che uno dei problemi è anche la mancanza di adeguati strumenti tecnici ,sistemi di filtraggio e trattamento da installare nei serbatoi ,fondamentali per ridurre il calcare e preservare le reti".

Un richiamo chiaro alla necessità di superare una logica emergenziale e di avviare una programmazione più incisiva, capace di affrontare in modo definitivo le criticità legate alle infrastrutture e alla qualità del servizio idrico.

"Non possiamo essere solo territori di approvvigionamento - ha aggiunto - senza avere certezze per le nostre comunità. L’acqua è un bene comune, ma è anche un diritto e, come tale, va garantito".

Nel suo intervento ha inoltre sottolineato il valore della presenza delle scuole e degli studenti, evidenziando come la cultura e la consapevolezza rappresentino elementi fondamentali per costruire una nuova visione nella tutela della risorsa idrica.

Un messaggio in linea con l’eredità educativa di Vittorio Caruso, a cui il convegno è stato dedicato, quale esempio di responsabilità e impegno civile per le nuove generazioni.