Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso il trasferimento dei bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”, stabilendo che i minori restino nella casa famiglia di Vasto, dove vivono dal 20 novembre 2025. La decisione modifica l’ordinanza del 6 marzo scorso che prevedeva l’allontanamento della madre, Catherine Trevallion, e il trasferimento dei figli in un’altra struttura, spostamento che però non era mai stato eseguito. La scelta dei giudici arriva alla luce delle ultime relazioni della comunità che accoglie i bambini, ritenute determinanti per rivalutare la situazione. La struttura ha infatti confermato la disponibilità a proseguire l’accoglienza, seppur in via temporanea, auspicando un’evoluzione positiva del quadro familiare.

Clima migliorato nella struttura

Dalle relazioni emerge un quadro rassicurante sullo stato dei minori. I bambini vengono descritti come sereni, ben inseriti e regolarmente impegnati nelle attività scolastiche. Dopo il distacco dalla madre, inizialmente vissuto con comprensibile difficoltà, avrebbero ritrovato rapidamente equilibrio. Secondo quanto riportato dagli educatori, il clima all’interno della struttura è tornato disteso già nei giorni successivi all’allontanamento della donna. Nelle relazioni si sottolinea come in precedenza si fossero registrate tensioni legate ai comportamenti della madre, ritenuti problematici per la convivenza con gli altri ospiti.

Riprendono gli incontri con la madre

Mercoledì 1 aprile Catherine Trevallion ha potuto rivedere i figli dopo 25 giorni, in un incontro protetto all’interno della stessa casa famiglia. Si tratta di un primo passo verso una possibile ripresa dei rapporti, che sarà probabilmente regolata da un calendario di visite, sul modello già adottato per il padre.

Gli sviluppi del procedimento

La permanenza dei bambini a Vasto resta al momento una soluzione temporanea. Il Tribunale dovrà infatti pronunciarsi nuovamente sulla situazione complessiva della famiglia, alla luce delle prossime relazioni e degli sviluppi del procedimento. La decisione segna comunque una prima inversione rispetto alle misure adottate a inizio marzo, riportando al centro la stabilità dei minori e il contesto educativo in cui sono attualmente inseriti.