«Ancora un incidente mortale in un cantiere del Salernitano. Questa volta è accaduto a Sicignano degli Alburni, un incidente sul lavoro verificatosi in un impianto di calcestruzzo nell'area dei Monti Alburni». Lo dichiara Giuseppe Marchesano, segretario generale della Filca-Cisl Salerno.
«In attesa di conoscere l'esatta dinamica di questo nuovo, inaccettabile lutto in edilizia, esprimiamo il nostro dolore e siamo vicini ai familiari e ai colleghi. Noi - ha aggiunto Marchesano - ribadiamo l’impegno del sindacato sul fronte della sicurezza sul lavoro, e in edilizia in particolare. Noi ribadiamo che la sicurezza nei cantieri si garantisce con la formazione e l’informazione, la prevenzione, investimenti sull’innovazione, più controlli e una maggiore cultura della sicurezza, già a partire dalle scuole. In Italia muore in media un operaio edile ogni due giorni, e il nostro territorio non fa eccezione: bisogna unire le forze, istituzioni, sindacato e imprese, per mettere in campo tutte le misure idonee a fermare questa drammatica scia di sangue nei cantieri», conclude Marchesano.
Sgambati (Uil): «Tragedia che non sembra trovare fine»
«Un altro lavoratore morto sul cantiere, è una tragedia che non sembra trovare fine quella dei morti sul lavoro. A quanto pare non bastano i protocolli sulla sicurezza, ne abbiamo siglati tre, Napoli, Ischia e in ultimo Bagnoli, non basta denunciare, sensibilizzare, servono interventi mirati, azioni efficaci di prevenzione per quelli che sono omicidi sul lavoro», è la dichiarazione costernata di Giovanni Sgambati, a proposito dell’operaio morto stamane in un cantiere, a Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno.
«In meno di 48 ore due morti sul lavoro - continua Sgambati - torniamo a ribadirlo: serve prevenzione, servono controlli, ma soprattutto serve riconoscere l’omicidio colposo e insediare una procura speciale per i morti sul lavoro, come da tempo sta dicendo la Uil anche attraverso la sua campagna di sensibilizzazione #zeromortisullavoro».
Vicinanza (Cisal Metalmeccanici): "La vita degli operai non è un optional"
«Quello che è successo negli ultimi giorni è inaccettabile. Due morti in meno di 48 ore sono un campanello d’allarme che deve scuotere aziende, istituzioni e controllori. Non si tratta di numeri, ma di vite umane, di famiglie distrutte e di comunità segnate per sempre». Lo dichiara Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria della Cisal Metalmeccanici.
Vicinanza sottolinea che «la sicurezza sul lavoro non può essere ridotta a un adempimento burocratico. Serve un cambio di paradigma, dove la prevenzione, la formazione e i controlli siano reali, continui e vincolanti per tutte le aziende, grandi o piccole che siano».
Lo storico sindacalista salernitano chiede dunque «interventi immediati e stringenti: potenziamento dei controlli nei cantieri e nelle aziende, sanzioni più severe per chi non rispetta le norme e formazione obbligatoria e costante per tutti i lavoratori. Solo così possiamo ridurre drasticamente il rischio di nuove tragedie».
Vicinanza conferma la propria disponibilità a collaborare con enti, istituzioni e parti sociali per elaborare piani di sicurezza efficaci e condivisi, con l’obiettivo di garantire che ogni lavoratore possa svolgere il proprio lavoro in condizioni di reale protezione e tornare a casa sano e salvo. «La vita dei lavoratori non è un optional. La sicurezza deve essere priorità assoluta, e non un adempimento formale», conclude Vicinanza, lanciando un appello alle istituzioni a tradurre le norme in pratiche concrete, prima che altre tragedie possano verificarsi.