Solofra

Tredici misure cautelari, tra cui otto arresti domiciliari, sono state eseguite dai militari della Guardia di Finanza di Solofra su disposizione del Gip del Tribunale di Avellino, al termine di un'articolata attività investigativa coordinata dalla Procura. I destinatari sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio nazionale e internazionale di capitali di provenienza illecita, derivanti in prevalenza da frodi fiscali e da attivita' illecite riconducibili anche a contesti economici cinesi.

Le indagini

Le indagini, avviate attraverso un monitoraggio delle attività economiche nel territorio solofrano, hanno consentito di ricostruire un complesso sistema basato sull'emissione di fatture per operazioni inesistenti, sul riciclaggio di denaro e sull'indebito conseguimento di contributi pubblici durante il periodo del lockdown legato all'emergenza Covid-19. Secondo quanto emerso, il sodalizio si avvaleva di prestanome, formalmente intestatari e amministratori di societa' "cartiere", che venivano utilizzate per finalita' illecite e successivamente condotte al fallimento o trasferite fuori provincia per eludere i controlli.

Percettori del reddito di cittadinanza con auto e barche di lusso

Gli stessi soggetti, pur risultando percettori di reddito di cittadinanza, conducevano uno stile di vita elevato, con disponibilita' di auto e imbarcazioni di lusso. Gli accertamenti, supportati da attivita' tecniche e tradizionali - tra cui intercettazioni telefoniche, ambientali e audio-video, pedinamenti, appostamenti, utilizzo di droni e GPS e analisi delle banche dati - oltre alla disamina della documentazione e dei dispositivi elettronici sequestrati nel dicembre 2021, hanno permesso di ricostruire il "modus operandi" del sistema di riciclaggio.

Le intercettazioni

In particolare e' emersa l'esistenza di una vera e propria "stamperia" di fatture false e sono state individuate le modalita' di reimpiego dei profitti illeciti e la loro redistribuzione tra gli associati. Le investigazioni hanno inoltre trovato riscontro in numerose segnalazioni di operazioni sospette, per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro, relative a imprese operanti nel polo conciario solofrano. Nel corso dell'indagine e' stato disposto il sequestro di denaro contante e somme giacenti sui conti correnti per circa un milione di euro, mentre sono stati ricostruiti flussi finanziari per circa mezzo miliardo di euro, di cui oltre 35 milioni trasferiti verso Cina e Turchia. Il volume delle fatture per operazioni inesistenti e' stato quantificato in circa 350 milioni di euro.