Nessun patrimonio da dividere, nessuna eredità da reclamare. Solo un vuoto personale e affettivo. È quanto emerge dopo la scomparsa di Paolo Cirino Pomicino, storico esponente della Democrazia Cristiana, morto il 21 marzo a 86 anni. A raccontarlo è la moglie, Lucia Marotta, con una lettera in cui chiarisce una scelta netta: lei e le due figlie dell’ex ministro hanno rinunciato all’eredità.
«Non ha lasciato nulla»
«Mi ha lasciato solo amore», scrive Marotta, smentendo le ricostruzioni che parlavano di patrimoni o investimenti. Una dichiarazione che lascia intendere una situazione economica complessa, probabilmente segnata da debiti, tale da rendere la rinuncia una scelta quasi obbligata. Secondo quanto emerge, infatti, non solo non vi sarebbero beni da spartire, ma potrebbero esserci passività da coprire. Da qui la decisione di non accettare l’eredità.
Una vita insieme contro ogni previsione
La storia tra Paolo Cirino Pomicino e Lucia Marotta era iniziata nel 2000, in modo inatteso. Lei molto più giovane, lui figura già nota della politica italiana. Una relazione che pochi avrebbero immaginato duratura. E invece, dopo anni insieme, il matrimonio celebrato nel 2014 in Campidoglio, con una cerimonia officiata dall’allora sindaco Ignazio Marino e la presenza di personalità come Gianni De Michelis, Pippo Baudo e Fausto Bertinotti.
Oltre i pregiudizi
Nel corso degli anni non sono mancate insinuazioni sul rapporto tra i due. Ma Marotta ha sempre respinto ogni sospetto, rivendicando la propria indipendenza economica: «La benestante sono io», ha dichiarato recentemente, ricordando le proprie origini familiari. La scelta della separazione dei beni, al momento del matrimonio, fu presa proprio per tutelarla, segno di una gestione consapevole della dimensione patrimoniale.
Il lato umano di una figura politica
Figura centrale della Prima Repubblica, Pomicino è stato protagonista di una stagione politica intensa e controversa. Ma negli ultimi anni la sua immagine pubblica si era progressivamente intrecciata con quella privata. Una vita segnata anche da problemi di salute importanti, affrontati accanto alla moglie, in un rapporto che lei stessa ha definito «la più grande fortuna».
Un’eredità diversa
Alla fine, l’eredità di Pomicino non è fatta di beni materiali. Resta un racconto personale, quello di una relazione lunga e fuori dagli schemi, e il ricordo di una figura che ha attraversato una fase cruciale della storia politica italiana. Per Lucia Marotta, oggi, resta soprattutto questo: «Sono stata amata come nessuno mai».