Ha derubricato l'accusa di truffa aggravata in quella di truffa semplice ed ha dichiarato l'intervenuta prescrizione della stessa e anche di alcuni reati tributari, mentre ha assolto due imputati assistiti dagli avvocati Massimiliano Cornacchione ed Enzapaola Catalano: uno, Pio Canu, perchè il fatto non sussiste, dall'addebito di riciclaggio, l'altro, Giuseppe Scalzi, per non aver commesso il fatto, da un reato tributario.
E' la sentenza del giudice Murgo per le cinquantuno persone finite a giudizio, come beneficiarie, nell'indagine del sostituto procuratore Maria Gabriella di Lauro e della guardia di finanza su una truffa in materia di indennità di disoccupazione. Un'inchiesta che a gennaio è sfociata nelle condanne definitive di sette imputati.
Come più volte ricordato, nel mirino degli inquirenti un reticolo di società, definite cartiere, che sarebbero servite da un lato per utilizzare ed emettere fatture per operazioni inesistenti e, dall'altro, adoperate per l'assunzione fittizia di personale, per consentire la percezione indebita di indennità di disoccupazione in seguito al licenziamento. Indennità “accreditate sui conti correnti accesi dai beneficiari e versate in tutto o in parte ai vertici” dell'associazione.
Un modus operandi che avrebbe consentito di creare crediti fittizi di imposta da compensare con i versamenti contributivi dovuti per le false assunzioni. Costi mai sostenuti, dunque, ma così sarebbero state gettate le basi per assumere un gran numero di dipendenti, per poi licenziarli e permettere loro di percepire le indennità. Ottanta i beneficiari delle condotte contestate, cinquantuno i rinvii a giudizio e, ora, la prescrizione, già intervenuta in precedenza per gli altri. Sono stati impegnati nella difesa, tra gli altri, gli avvocati Roberto Pulcino, Vincenzo Sguera, Angelo Leone, Antonio Leone, Diego Cavalieri, Elena Cosina, Mario Tomasiello Claudio Fusco.