"Sarà sicuramente una partita bellissima, tra due squadre forti e piene di motivazioni. Il Benevento deve portare la nave in porto. La Salernitana, invece, deve riscattarsi dopo la batosta di Potenza. Che dire, mi aspetto un confronto carico di emozioni". Il derby dell'Arechi lo prevede così Ghigo Gori, uno che ha vinto in entrambe le piazze, ma soprattutto a Benevento ha marchiato a fuoco il proprio nome nella storia del club sannita, con ben quattro promozioni che gli hanno permesso di scalare le categorie dalla C2 alla Serie A.
Cosa ne pensi della stagione del Benevento?
"Perfetta, non posso dire altro. È stata costruita una squadra forte, formata da un mix di elementi esperti e giovani, guidata da uno staff tecnico preparato. Sono tutti ingredienti che ti portano a ottenere l'obiettivo".
A novembre viene esonerato Auteri, con Vigorito che promuove Floro Flores dalla Primavera. Ti aspettavi un exploit del genere?
"Nel calcio tutto è una incognita. Per scegliere Floro Flores, vuol dire che il suo profilo era già stato attenzionato a lungo dalla società. Il presidente gli ha dato questa possibilità che Floro Flores ha sfruttato al massimo. Credo che prima di tutto abbia lavorato sul gruppo, poi sull'aspetto tecnico-tattico. Ha trasmesso un carattere forte alla squadra, come dimostrato tutte le volte in cui sono state recuperate le partite con grande carattere: ricordo, per esempio, quella di Caravaggio con l'Atalanta, o anche quelle con Picerno e Crotone. Il Benevento non ha mai mollato".
Hai vinto tanti campionati, come commenti la leggera flessione delle ultime settimane?
"Sicuramente potrebbe essere fisiologica. Quando vedi il traguardo sempre più vicino, subentra un po' di pressione, unita alla voglia di concludere quanto prima e di festeggiare con i tifosi. Questo può crearti qualche problemino a livello di prestazione, ma in rosa ci sono elementi esperti che sanno come comportarsi e che si caricano i giovani sulle spalle. I vari Maita, Vannucchi, Caldirola, Scognamillo e altri hanno dato una marcia in più, ma anche i Prisco, Pierozzi, Saio ecc. non sono stati da meno. Citarne solo alcuni non rende giustizia a questa straordinaria stagione: tutti hanno fatto il massimo".
Il Benevento si appresta a tornare in Serie B, cosa significa per la città secondo te?
"La Serie B per Benevento è il minimo. Dico questo per le potenzialità della società e per la passione della piazza. Sono contento che il traguardo è sempre più vicino. È stato fatto un lavoro importante per arrivare a questo punto. La società ha incastrato alla perfezione tutti i pezzi del puzzle. C'è stato uno studio approfondito, sono stati presi calciatori forti e adatti per la categoria".
Il 19 marzo sono stati celebrati i venti anni della gestione Vigorito. Tu sei il calciatore più presente e anche il più vincente sotto la sua gestione.
"È stato molto bello. Sono arrivato nell'estate del 2006, ho vissuto con lui gioie e dolori. Sono davvero contento che abbia raggiunto questo traguardo. Dopo le critiche dello scorso anno, si è rimboccato le maniche e ha costruito nuovamente una squadra forte per ottenere la promozione. Merita più di tutti il ritorno in Serie B. Poi vorrei chiarire una cosa".
Prego.
"Vorrei chiarire un argomento che è rimasto nel limbo, inerente al mio addio. A questa città mi legano tanti affetti, ci torno spesso e tutti mi chiedono le motivazioni di quanto accaduto. Ci tengo a precisare che non mi ha mandato via il presidente, ma è stata una mia scelta, dettata da due motivi: in primis, non volevo mettere in difficoltà nessuno. Mi vedevo come preparatore dei portieri, ma non avendo le abilitazioni non avevo alcuna intenzione di creare problemi. Non mi vedo in altre vesti, sono un animale da campo e mi piace insegnare il ruolo. Inoltre, non volevo incorrere in squalifiche, soprattutto perché il periodo in cui sono stato fuori per me è stato straziante. Un'altra questione è relativa alle motivazioni personali: volevo mettermi in regola con le abilitazioni. Il presidente Vigorito ha cercato di farmi cambiare idea, ma volevo proseguire in questo modo. Volevo chiarire questo aspetto, si è trattata di una mia decisione che non è stata legata alla retrocessione".
Potrebbe esserci un ritorno in futuro?
"Mi piacerebbe. Benevento è casa mia. Sarebbe bello tornare da allenatore, dopo aver chiuso il capitolo da calciatore. Lo sanno tutti: sono legatissimo a questa città e a questi colori. E lo dico con un groppo alla gola".