Erano il simbolo della partecipazione popolare, il momento in cui la base decideva. Oggi le primarie nel centrosinistra sono diventate un tema divisivo. Nel Partito Democratico cresce il numero di dirigenti e osservatori che ne mettono in dubbio l’utilità, ritenendole causa di fratture più che di unità. Il clima è cambiato profondamente rispetto agli anni della loro consacrazione. Anche figure esterne all’arena politica, come il musicista Manuel Agnelli, hanno contribuito al dibattito sottolineando la distanza dei giovani da questo strumento. Il paradosso è che, mentre a sinistra si discute di ridimensionarle, dal fronte opposto arrivano difese inattese. Ambienti vicini alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni leggono nel ripensamento delle primarie un segnale di difficoltà politica degli avversari.

Schlein e Conte: la sfida resta aperta

A sostenere con decisione le primarie restano la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, insieme a Matteo Renzi. Per loro, il passaggio dai gazebo è essenziale per legittimare la leadership del centrosinistra. I sondaggi indicano un vantaggio di Conte tra gli elettori dell’area progressista, ma Schlein punta sulla forza organizzativa del partito e sulla sua capacità di mobilitare la base. Il confronto, se si terrà, si annuncia diretto e politicamente decisivo. Resta però aperta l’alternativa: evitare le primarie e puntare su una figura condivisa, il cosiddetto “federatore”, scelta che potrebbe nascere da accordi tra i partiti.

Strategie e prospettive nel campo progressista

Nel frattempo, i protagonisti si muovono sul territorio. Schlein organizza iniziative e incontri, mentre il suo entourage promuove appuntamenti culturali e politici, come quelli dedicati ad Antonio Gramsci. Conte lavora invece per ampliare la base del Movimento 5 Stelle, coinvolgendo professionisti, imprese e giovani. L’obiettivo è consolidare un profilo di governo e rendere il movimento più attrattivo per un elettorato moderato. Il nodo resta centrale: senza primarie, entrambi rischiano di perdere terreno. Con le primarie, invece, si aprirebbe una competizione capace di ridefinire gli equilibri del centrosinistra e indicare la guida futura.