Un'intera collina disboscata, lasciata priva di vegetazione. Da ore gli operai di una impresa privata sono al lavoro a non più di tre metri dall'alveo del torrente Fenestrelle, in un'area che dovrebbe essere considerata tutelata, se non vincolata. A dieci metri dal disboscamento in atto, c'è il manufatto sequestrato dalla Procura perché in presunta violazione delle norme a tutela dei fiumi.
Ora, tanto accade a 200 metri dalla stazione dei carabinieri. Forestali che intervengono sempre dopo. L'operazione, stando all'impresa, sarebbe frutto di una sanzione, di diverse migliaia di euro, perché la vegetazione incombeva sulla strada ed era un pericolo.
Il terreno fino a qualche tempo fa era della famiglia Abate, ma è stato ceduto. Di qui, una considerazione amarissima. Che senso ha continuare a parlare di Parco del Fenestrelle (Gianluca Festa ha mosso i primi passi da Verde proprio occupandosi dell'argomento) se poi tutto questo accade senza che nessuno controlli, vigili? E che senso ha parlare di Parco (l'ultima a convocare una riunione, molto sostenuta mediaticamente, è stata Laura Nargi) se poi la gestione del verde deve ricadere nelle responsabilità dei privati?
E adesso viene il bello, perché Legambiente, già proprio loro, il 12 aprile ha organizzato la “Terza festa del Fenestrelle”, in pompa magna, per parlare di territorio, tutele. Viene da ridere: magari senza alberi avranno più posto per qualche barbecue.
Questa è Avellino. Questo è il capoluogo.