Salerno

È stata presentata questa mattina in Prefettura a Salerno la relazione finale sul filone d’inchiesta “Traffici transnazionali di rifiuti: analisi e proposte di intervento nel contesto della normativa europea”.

«L’inchiesta - ha affermato il deputato Jacopo Morrone, presidente della ‘Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari’ - affronta un fenomeno criminale particolarmente difficile da indagare per i tanti aspetti critici determinati dalla complessità dei temi connessi alla gestione e alla tracciabilità dei rifiuti. I movimenti intermodali delle partite di rifiuti, sia via terra che via mare, attraversando uno o più confini di diversi Stati membri e spesso anche della stessa Unione Europea, costituiscono infatti il presupposto su cui agiscono le consorterie eco-criminali». 

«Si tratta principalmente - ha spiegato - di criminalità d’impresa, con frequenti interazioni con la criminalità organizzata, dotata di risorse umane specializzate, consulenti, mezzi, strutture e ingente capacità di spesa. La finalità è, come sempre, l’illecito profitto economico che viene massimizzato spesso attraverso una doppia fonte di introito: la mancata spendita di denaro per la gestione e il trattamento dei rifiuti in modo corretto e la commercializzazione illegale di rifiuti (o di ex rifiuti, i cosiddetti ‘end of waste’) oggetto di giro-bolla, con il quale, ad esempio, l’avvenuto trattamento è falsamente documentato, al fine di ingannare eventuali controlli istituzionali. L’approccio analitico e rigoroso adottato dai relatori e dal gruppo di lavoro nei confronti di una tematica così delicata non poteva prescindere dalla disamina dell’evoluzione normativa sia a livello nazionale che sovranazionale, dall’analisi di casistica investigativa rilevante, dalla consultazione di tutti i principali organi istituzionali coinvolti, anche mediante lo svolgimento di missioni conoscitive, l’analisi delle prospettive future sotto il profilo dell’evoluzione criminologica e delle relative attività di contrasto». 

Morrone ha infine ricordato che la decisione di presentare la relazione a Salerno «ha un significato particolare perché durante la missione svolta nei mesi scorsi abbiamo avuto l’opportunità di effettuare due sopralluoghi operativi proprio qui: uno al porto dove sono state illustrate le modalità di apertura e controllo dei container anche con l’utilizzo di uno scanner di ultima generazione e l’altro a Serre, in località Persano, nel sito di stoccaggio dei container di rifiuti sequestrati e incendiati”.