Una gita in Puglia, una circolare con scadenza brevissima e due bambini rimasti a guardare i compagni partire. È quanto accaduto presso l'istituto "Cristo Re" di Salerno, dove una decisione organizzativa ha finito per penalizzare due alunni, trasformando quella che doveva essere un'esperienza formativa in una piccola ingiustizia, secondo le famiglie.
La scuola aveva inviato alle famiglie una comunicazione per raccogliere le adesioni al viaggio d'istruzione. Il problema? I tempi concessi per rispondere erano strettissimi, di poche ore. Due famiglie, per ragioni di ordinaria vita quotidiana, non hanno letto la circolare entro il termine stabilito. Il risultato è stato immediato e senza appello: i loro figli, un bambino e una bambina, sono stati esclusi dalla gita.
Di fronte alle proteste dei genitori, la scuola ha proposto una soluzione che, invece di placare gli animi, li ha ulteriormente indispettiti: i due bambini avrebbero potuto partecipare al viaggio, ma alloggiando in una struttura diversa, lontana dai compagni di classe. Una proposta che alle famiglie non è piaciuta, decidendo di rendere pubblica la vicenda, raccontandola al nostro sito.
Al centro della loro critica non c'è solo il disguido burocratico, ma la rigidità con cui l'istituto ha gestito l'intera situazione, senza considerare che a pagarne le conseguenze sono stati, in ultima analisi, due bambini.
Viene spontaneo chiedersi se una scadenza di poche ore rappresenti davvero uno strumento adeguato di comunicazione con le famiglie, o se non si tratti piuttosto di una procedura che scarica sui genitori responsabilità che andrebbero condivise. E soprattutto: era davvero impossibile trovare una soluzione che non escludesse i bambini dal gruppo, o quantomeno che li tenesse insieme ai loro compagni?