Una sentenza storica della Corte di Cassazione segna un punto di svolta fondamentale per i diritti dei familiari delle vittime dell’amianto. Gli "ermellini" hanno stabilito che i benefici previsti per le vittime del dovere spettano ai figli anche se questi non risultano fiscalmente a carico al momento del decesso del genitore. La decisione ribalta l’interpretazione restrittiva finora applicata dal Ministero della Difesa, aprendo la strada a numerosi ricorsi analoghi in tutta Italia.
Il caso: una vita al servizio dello Stato
La vicenda riguarda un maresciallo dell’Aeronautica Militare originario di Napoli, che per oltre 38 anni ha prestato servizio nella manutenzione degli aeromobili. Una carriera spesa tra le basi di Capodichino, Pratica di Mare, Gioia del Colle e Grazzanise, durante la quale l’uomo è rimasto esposto quotidianamente alle fibre killer dell'amianto.
Nel 2015, il sottufficiale è deceduto a causa di un mesotelioma, lasciando la moglie e due figli. Nonostante l'evidenza del nesso causale, il riconoscimento di "vittima del dovere" è arrivato solo nel 2021, garantendo le prestazioni previdenziali alla vedova, la quale è però scomparsa nel 2023 dopo una lunga sofferenza.
La battaglia legale dei figli
Il nodo del contenzioso è nato dal rifiuto del Ministero della Difesa di estendere i benefici ai due figli della vittima, residenti a Napoli. La motivazione del diniego risiedeva nel fatto che i due non fossero fiscalmente a carico del padre al momento della morte.
I figli, assistiti dall'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), non si sono arresi e hanno avviato una complessa battaglia legale. Da un lato la richiesta di risarcimento per il danno da lutto, dall’altro il diritto all’accesso alle prestazioni previdenziali negate. "Questa sentenza segna un passaggio rilevante nell'interpretazione dei diritti previdenziali dei familiari," commenta l'Osservatorio Nazionale Amianto.
Il principio di diritto della Cassazione
Con la sentenza notificata l'altro ieri, la Suprema Corte ha affermato un principio di diritto destinato a fare scuola: il legame di parentela e il sacrificio del congiunto prevalgono sui criteri di dipendenza fiscale.
Questa pronuncia non solo rende giustizia alla famiglia del maresciallo napoletano, ma rappresenta un precedente pesantissimo che scardina la prassi burocratica del Ministero, garantendo una tutela effettiva a tutti gli orfani delle vittime del dovere, spesso dimenticati dalle maglie strette dei regolamenti amministrativi.