Benevento

Benevento si candida a diventare laboratorio di futuro con City Vision 2026 – “The Open City. Infrastrutture, spazi pubblici e rigenerazione urbana”. Nella sede di Confindustria Ance una delle tappe del roadshow nazionale dedicato alle città che verranno.
Un appuntamento che riunisce istituzioni, imprese, progettisti e accademici con un obiettivo chiaro: ripensare i modelli urbani alla luce delle sfide contemporanee, dalla sostenibilità alla coesione sociale.
Lo dettaglia Domenico Lanzilotta, direttore di City Vision: “è una comunità di oltre 5mila persone tra amministratori pubblici, impresa, mondo dell'innovazione tutti orientati alla trasformazione intelligente dei territori, cioè a cambiare le nostre città in meglio per ripartire con una nuova idea di comunità”.

La visione di Basile: cambiare paradigma

A tracciare la visione per Benevento è Flavian Basile, presidente Ance che ha promosso l'evento, che sottolinea la necessità di un cambio di paradigma.
“Oggi termini come “smart city” e “sostenibilità” rischiano di diventare vuoti se non accompagnati da una reale capacità di interpretare i dati e tradurli in azioni concrete per i territori”. La sfida, secondo Basile, è “guardare oltre il breve periodo e immaginare città capaci di evolvere nei prossimi 30 o 40 anni, in un contesto globale in cui entro il 2050 l’80% della popolazione vivrà nei centri urbani. In questo scenario, realtà medie come Benevento rischiano la marginalità se non si aprono al confronto e all’innovazione”.
Il punto di partenza è il dialogo: “mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, università, professionisti e imprese significa generare quella contaminazione di idee necessaria per produrre sviluppo. Non si tratta solo di importare modelli virtuosi, ma di adattarli al contesto locale, costruendo una città inclusiva, accessibile e capace di abbattere non solo le barriere fisiche, ma anche quelle culturali”.

Un ruolo centrale spetta al settore delle costruzioni, chiamato a guidare la transizione, ma partendo da basi solide: una progettazione di qualità. Il tema della “cantierabilità” diventa cruciale, soprattutto alla luce delle scadenze del PNRR, che impongono tempi stringenti e mettono in evidenza le criticità di progetti spesso datati o incompleti. Investire in una buona progettazione significa ridurre contenziosi, evitare incompiute e garantire opere realmente utili alla comunità.

Accanto alla dimensione tecnica emerge quella sociale. Il progetto “Tera”, promosso da Ance Benevento insieme a Svimez, università, banche e ordini professionali, punta proprio a ricostruire il legame tra città e cittadini. L’idea è quella di una “città che ascolta”, capace di creare luoghi di incontro tra generazioni e di valorizzare la memoria collettiva. Un aspetto fondamentale in un Paese che invecchia rapidamente e rischia di perdere il proprio patrimonio di relazioni e racconti.

Il Sottosegretario Sbarra: il Sud come motore di sviluppo

Anche il sottosegretario Luigi Sbarra richiama l’attenzione sulla necessità di trasformare le risorse disponibili in progetti concreti. I fondi non mancano, tra PNRR e politiche di coesione, ma serve accelerare la capacità di spesa e, soprattutto, dare una visione agli interventi.
Il nodo centrale resta quello delle disuguaglianze territoriali. Da un lato città sovraffollate, dall’altro aree interne che si spopolano. Benevento si colloca proprio in questo equilibrio delicato, ma può trasformare la propria posizione in un’opportunità, diventando un modello di sviluppo sostenibile per il Mezzogiorno. Esempio felice è l’esperienza della Zes Unica per il Mezzogiorno si consolida come asse portante dell’azione di governo per la crescita del Sud.

Mastella: superare la distanza tra centro e periferie

Il sindaco Clemente Mastella, inoltre, ha posto l’accento sulla necessità di superare la distanza tra centro e periferie, garantendo pari dignità e servizi a tutti i cittadini. Rigenerare significa anche intervenire sulle fragilità sociali, migliorare le condizioni abitative e potenziare i collegamenti, senza perdere l’identità storica della città. Cultura, eventi e attrattività turistica possono giocare un ruolo importante, ma devono essere accompagnati da infrastrutture adeguate e da una visione strategica condivisa.
City Vision 2026 rappresenta dunque non solo un momento di riflessione, ma l’avvio di un percorso. Una “rivoluzione intellettuale”, come la definisce Basile, capace di trasformare le idee in progetti e i progetti in opportunità concrete per il futuro della città.