Napoli

Dietro i numeri incoraggianti di un calo statistico dei reati, si nasconde la realtà pulsante e violenta delle periferie e dei vicoli. In occasione delle celebrazioni per il 174esimo anniversario della Polizia di Stato in piazza del Plebiscito, il Questore di Napoli, Maurizio Agricola, ha tracciato un bilancio lucido e a tratti inquietante sulla sicurezza nella città partenopea. Se da un lato i dati confermano una diminuzione sia per i reati predatori che per quelli più complessi, dall'altro la geografia criminale di Napoli continua a presentare ferite aperte, specialmente nel quadrante orientale.

Il "caso" Ponticelli: una polveriera mai spenta

L’attenzione degli inquirenti resta altissima su Napoli Est. Secondo il Questore, l’area di Ponticelli rappresenta un punto dolente cronico. «È una realtà che storicamente è sempre stata molto fibrillante», ha dichiarato Agricola, facendo riferimento al recente omicidio di Fabio Ascione un giovane di 20 anni, freddato a colpi di pistola in via Carlo Miranda. Non si tratta di episodi isolati, ma di una "tradizione negativa" che si autoalimenta. Le indagini coordinate dalla Procura antimafia stanno cercando di far luce su dinamiche che vedono i clan locali pronti a esplodere al minimo cambio di equilibrio.

L’osmosi pericolosa tra clan e baby gang

L’analisi più profonda del Questore riguarda però la mutazione genetica della criminalità urbana. Il fronte che preoccupa maggiormente le forze dell’ordine è quella che Agricola definisce "osmosi tra contesti criminali strutturati e devianza minorile".

Non esiste più una linea netta di demarcazione tra la criminalità organizzata (la camorra dei grandi cartelli) e la delinquenza di strada composta da giovanissimi. I due mondi si compenetrano: i clan utilizzano i minori come manovalanza flessibile, mentre la devianza giovanile attinge modelli e "prestigio" dai contesti mafiosi. Episodi come la sparatoria dello scorso 1 aprile in piazza Carolina confermano come anche il centro storico sia teatro di queste tensioni ibride.

«La Polizia di Stato incarna i valori fondamentali per questa città: c'è un rapporto quasi carnale tra noi e Napoli», ha ribadito Agricola, sottolineando che, nonostante le criticità, esiste un "contesto appropriato di sicurezza".

Istituzioni in campo: il ruolo della scuola

Alla cerimonia è intervenuto anche il Presidente della Giunta regionale della Campania, Roberto Fico, che ha invocato un lavoro sinergico per garantire una regione più sicura. La strategia per contrastare la camorra e la violenza giovanile non può limitarsi alla sola repressione. «Dobbiamo proseguire lungo la strada intrapresa, facendo sempre di più a partire dalla formazione nella scuola», ha dichiarato Fico. L’obiettivo dichiarato è un lavoro integrato tra tutte le istituzioni per strappare i giovani dalle mani della criminalità prima che l'osmosi diventi irreversibile.