Resta alta l'attenzione sul destino della Grande Torino, la nave car carrier del Gruppo Grimaldi, realtà armatoriale napoletana, bloccata nelle acque del Golfo Persico sin dalle prime fasi del conflitto in Iran. Nonostante la situazione di stallo diplomatico e militare che interessa lo Stretto di Hormuz, arrivano segnali rassicuranti sul fronte umanitario: i 21 membri dell'equipaggio sono in buone condizioni e hanno ricevuto i rifornimenti necessari.
Rifornimenti e logistica: scalo tecnico ad Abu Dhabi
Dopo oltre 45 giorni trascorsi alla fonda in attesa di un varco sicuro, l'unità ha finalmente attraccato ieri ad Abu Dhabi. L'operazione è stata fondamentale per garantire la tenuta psicofisica dei marittimi a bordo; sono stati infatti caricativ viveri e acqua potabile, medicinali di prima necessità e scorte tecniche per la navigazione. Nonostante il rifornimento, la navigazione resta limitata. Oggi la nave ha ripreso il mare, ma la sua rotta rimane confinata all'interno del bacino marittimo, in attesa che le condizioni di sicurezza permettano l'attraversamento dello stretto.
L’equipaggio: 3 italiani e 18 filippini sotto monitoraggio
Dal quartier generale di Napoli, i vertici della compagnia Grimaldi mantengono un filo diretto h24 con il comando di bordo. L’equipaggio è composto da tre ufficiali italiani e 18 marittimi filippini. "Forniamo aggiornamenti in tempo reale sull'evoluzione del conflitto. La priorità assoluta resta l'incolumità dei nostri uomini", fanno sapere dalla compagnia partenopea.
La "Grande Torino" è un gigante dei mari varato nel 2018: lunga circa 200 metri e con una capacità di carico di 7.600 autovetture, la nave trasporta veicoli nuovi imbarcati nei porti di Giappone e Cina. Prima che le tensioni belliche bloccassero le rotte commerciali, l'unità aveva completato con successo lo sbarco in Kuwait. Il piano di rotta originale prevedeva il rientro verso gli scali europei per completare la consegna del carico residuo, un'operazione ora subordinata agli sviluppi della geopolitica.
Cosa succede ora?
Gli occhi degli analisti e degli armatori sono puntati sui tavoli diplomatici. "Attendiamo di comprendere nel concreto cosa preveda l'accordo per la tregua raggiunto tra i Paesi coinvolti", spiegano dala sede operativa di Napoli. Il nodo cruciale riguarda il passaggio sicuro attraverso Hormuz, un imbuto strategico dove transita circa un quinto del petrolio mondiale e una fetta consistente del commercio di carichi rotabili. Fino a quando non verranno garantiti corridoi marittimi neutrali, la Grande Torino resterà un simbolo della paralisi commerciale causata dal conflitto.