A prima vista è sembrato più rilassato del solito, ma a sentirlo presentare il derby con la Cavese è tornato il Floro Flores che conosciamo. Quello che, al pari dei suoi ragazzi, non lascerebbe una virgola agli avversari, neanche se fosse in palio solo un sacchetto di patatine. “Non mi piace perdere, neanche in amichevole. Inoltre non vogliamo favorire nessuno, trattamento uguale per tutti”. Che significa puntare a vincerle tutte, come sempre.
Il gesto di Floro, l'umanità del tecnico giallorosso
Ragione per la quale non cambierà nulla per il gusto di farlo, né sul piano delle scelte, né sul fronte tattico: “La voglia m'era venuta, ma con tutte le assenze che ci sono, come si fa?”. Soprattutto a centrocampo ha gli uomini contati: Kouan e Talia andranno in campo, poi una nidiata di ragazzini in panchina, con Del Gaudio, classe 2008, primo ricambio. Ma c'è anche la sorpresa di Matteo Donatiello, il ragazzo di Atripalda, classe 2006. Il giovane centrocampista è tornato a giocare nella Primavera la settimana scorsa dopo aver combattuto per un anno contro un “avversario sleale” che avrebbe potuto rubargli sogni e speranze future. Il Benevento lo ha sempre seguito, non lo ha lasciato solo e ora Floro gli tende una mano generosa: “Lui lunedì ci sarà sicuramente, lo dico sin da ora che ci sarà spazio per lui”. Un gesto che connota l'allenatore del Rione Traiano e della società di cui fa parte. Dove viene prima l'aspetto umano e poi quello sportivo.
I complimenti, tutti molto belli
Ne ha ricevuti tanti Floro, da nomi importanti del calcio. Tanto importanti e cari che non riesce neanche a fare una graduatoria. “E come si fa? Come faccio a scegliere tra De Rossi, Borriello, Buscè, Nino D'Angelo?”. Le conoscenze sono tante e tutte di vecchia data: “Con Daniele De Rossi ci conosciamo da 30 anni, Ciro Ferrara mi ha visto crescere, conosco da tempo Fabio Cannavaro. Vi confesso che mi ha fatto piacere vedere tanta stima tra i napoletani e i beneventani. E' davvero una bella cosa, anche se nell'ambito calcistico”.
Che staff quello staff!
A proposito di elogi, sono davvero tanti quelli nei confronti dei suoi collaboratori. E allora inizia col racconto: “Quando sono arrivato mi è parso di scorgere all'interno qualche problemino, ma ho cercato di fidarmi di tutti. Ho portato con me solo il “secondo” Michele Cerqua: siamo giovani entrambi, lui ha giocato al calcio solo nelle categorie minori. Mi sono fidato di tutti. Monticcolo si era messo da parte solo perchè era collaboratore di Auteri, ma poi mi ha fatto la fase difensiva e le palle inattive. Proprio una grande scoperta. Senza contare i match analyst Testa e Betorelle: si è creato un gran rapporto, andando anche spesso a cena insieme. Quando qualcuno come l'allenatore dei portieri o un preparatore ha proposto qualcosa, l'ho sempre messo in pratica. Oggi non posso che ringraziare tutti. Ho avuto fiducia e sono stato ripagato, non sono mai entrato in palestra. Non ci sono stati infortunati, se non quelli traumatici”. Chiude con una frase che racchiude tutte le sue emozioni: “Non sapevo cos'era vincere, oggi lo sto scoprendo”. Proprio una bella storia.