Marcello Carli si è concesso a Radio Sportiva. Schietto come sempre col suo accento toscano. Ha parlato del presidente Vigorito e del tecnico Floro Flores. Che significato ha questa promozione? “Il primo impatto è stato come levarsi un peso, perchè quando ho fatto la scelta di venire qui era di riportarlo non solo in B ma di cambiare il più possibile quello che si poteva. Ho visto il presidente felice, mi sono tolto un peso. Il girone C è tosto, ci sono tantissimi derby, noi ce l'abbiamo fatta, ma l'artefice principale è il presidente, che ha una forza morale eccezionale ma anche una struttura solida, perchè quando scendi dalla B alla C è difficile da gestire. E' una proprietà forte, innamorata di questa città, ci ha dato la possibilità dopo momenti difficili la forza morale ed anche economica per poterlo fare”.
Floro, la scoperta più inattesa
Carli parla del tecnico napoletano come di un extraterrestre: “Ho detto ad un collega che Floro Flores nell'intelligenza artificiale non è preso in considerazione, ha fatto numeri talmente elevati che non fanno statistica: due sconfitte e due pareggi, poi le ha vinte tutte”. Poi dà il giusto merito anche a chi ha messo su questa fantastica macchina da guerra: “Auteri è stato un punto di riferimento importante, aveva costruito la squadra con me, ma ci siamo accorti che non rendeva rispetto a quanto poteva dare, vedevo giocatori spenti: nella scelta di Floro c'è anche un po' di pazzia del presidente. Lui ha detto che aveva questa idea, io non gliel'ho ne esaltata, né bocciata . Gli ho detto che non lo conoscevo e non sapevo se fosse bravo, bravino o bravissimo. Parliamogli e poi vediamo. E' stata un'intuizione geniale, ha portato energie positiva e idee nuove, una scelta che ha determinato questo risultato”.