Il vino italiano si mette alla prova tra sfide globali e nuove opportunità. Alla 58esima edizione di Vinitaly, in corso a Veronafiere, il settore guarda avanti con un obiettivo chiaro: portare l’export dagli attuali 8 miliardi a quota 10 miliardi di euro.
A indicare la rotta è il presidente di Ice-Agenzia, Matteo Zoppas, che parla di un traguardo “ambizioso ma raggiungibile”, sostenuto da maggiori risorse e da una strategia coordinata per rafforzare la presenza sui mercati internazionali.
Diplomazia economica e sistema Italia
Il tema centrale della manifestazione è quello della resilienza. In un contesto segnato da tensioni internazionali e criticità logistiche, il comparto vitivinicolo italiano punta sulla cosiddetta “Diplomazia della Crescita”, promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Un approccio che vede coinvolto l’intero sistema Paese. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ribadito l’importanza di valorizzare il vino come asset strategico dell’economia nazionale, puntando su qualità e identità produttiva. A rafforzare questa visione contribuisce anche il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco, elemento che, secondo il governo, può trainare ulteriormente l’export agroalimentare.
Vinitaly vetrina globale
Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, Vinitaly rappresenta “la vetrina della forza e della competitività del made in Italy”. Un concetto condiviso anche dal presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, che definisce la manifestazione una vera e propria infrastruttura per l’internazionalizzazione del vino italiano. Tra i padiglioni, nonostante le difficoltà globali, prevale un clima di fiducia. Il settore ha chiuso il 2025 con numeri solidi: il vino si conferma tra i principali protagonisti della bilancia commerciale italiana, con un saldo positivo di 7,2 miliardi di euro.
Tra qualità e nuovi consumatori
Non mancano però le criticità. Il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi, invita a cogliere il momento per fare un salto di qualità, ampliando la presenza sui mercati e adattando la produzione alle nuove richieste. Sul fronte interno, cresce la preoccupazione per il calo dei consumi, soprattutto tra i giovani. Il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, sottolinea la necessità di rendere il vino più accessibile e comprensibile, evitando linguaggi troppo tecnici che rischiano di allontanare nuove generazioni.
Prospettive e sfide
Le tensioni internazionali, comprese quelle legate ai trasporti e ai costi energetici, rappresentano un banco di prova importante. Ma il settore sembra determinato a reagire, puntando su innovazione, promozione e identità territoriale. Vinitaly si conferma così non solo come evento di settore, ma come piattaforma strategica per il futuro del vino italiano nel mondo.