Napoli

Il Questore di Napoli ha revocato il divieto di esequie pubbliche per Fabio Ascione, il ventenne ucciso all’alba di martedì scorso a Ponticelli. Domani, martedì 14 aprile, alle ore 10:30, il quartiere potrà stringersi attorno alla famiglia nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, a pochi metri da dove il giovane viveva. La decisione non è solo un atto formale, ma il riconoscimento ufficiale di una verità che la madre e i parenti urlavano dal primo momento: Fabio era un ragazzo perbene, un lavoratore estraneo alle dinamiche criminali che insanguinano l’area est di Napoli.

La svolta nelle indagini: vittima del caso

Il via libera ai funerali pubblici arriva in seguito alle nuove evidenze investigative raccolte dai Carabinieri e coordinate dalla DDA. Se inizialmente il divieto era stato imposto per motivi di ordine pubblico - nel timore di strumentalizzazioni o tensioni tra clan - gli accertamenti degli ultimi giorni hanno cristallizzato un profilo di totale estraneità del giovane. Fabio Ascione non ha partecipato a liti, non era l'obiettivo di un agguato e non aveva legami con i cartelli malavitosi della zona. È caduto sotto un colpo di pistola esploso in un contesto a lui alieno, vittima di quella che gli inquirenti definiscono ormai una tragedia accidentale nata da tensioni altrui.

Esequie blindate: resta il divieto di corteo

Nonostante l’apertura alla cerimonia pubblica, la cautela resta massima. Il Questore ha infatti confermato l'interdizione del corteo funebre per le strade del quartiere. Le autorità vogliono evitare che il dolore della comunità possa essere infiltrato o degenerare in situazioni di rischio, considerando il clima di "fibrillazione" che ancora caratterizza le palazzine di Ponticelli. La celebrazione di domani rappresenta dunque un momento di tregua e di riscatto per una comunità ferita. La parrocchia di San Pietro e Paolo diventerà il simbolo di una Ponticelli che non vuole essere identificata solo con la camorra, ma che piange un figlio onesto strappato alla vita nel fiore degli anni.