Napoli

Una nuova istanza al GIP minaccia di stravolgere i tempi e la sostanza dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni scomparso lo scorso febbraio dopo un trapianto fallito. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha chiesto ufficialmente che l’incidente probatorio del prossimo 28 aprile a Bari non si limiti all’organo donato, ma comprenda anche il cuore "nativo" di Domenico.

L'istanza al GIP: perché analizzare il cuore malato?

La richiesta di Petruzzi punta a risolvere il "giallo degli orari" che sta lacerando le difese e l'accusa. Analizzare il cuore malato espiantato prima del trapianto è considerato dal legale un passaggio ineludibile. "È un esame che va fatto" - ha dichiarato Petruzzi - "perché ci sono interrogativi a cui bisogna dare una risposta definitiva". L'obiettivo è incrociare lo stato dei tessuti dell'organo rimosso con i tempi tecnici di clampaggio e cardiectomia, per verificare se la rimozione del cuore sia avvenuta effettivamente in anticipo rispetto all’arrivo dell’organo danneggiato proveniente da Bolzano.

L'ombra di un secondo caso: "Bimba morta per medicina attendista"

La Fondazione Domenico Caliendo parla di un nuovo presunto caso di malpractice al Monaldi, avvenuto nell'ottobre 2025, appena 58 giorni prima dell'operazione di Domenico. Si tratta di una bambina nata con una malformazione già diagnosticata in fase prenatale. Secondo quanto emerso dallo studio della cartella clinica, la piccola sarebbe deceduta a causa di un "atteggiamento attendista immotivato". "Si sapeva di dover intervenire subito", denuncia Petruzzi, "non lo hanno fatto e quando hanno operato era troppo tardi. Non esiste nota clinica che giustifichi questo ritardo, che ha causato una perdita di chance di sopravvivenza".

I due casi, pur distinti, sembrano delineare quello che il Governatore Roberto Fico ha definito un "quadro di criticità sistemica". Mentre la Fondazione Caliendo continua a raccogliere segnalazioni, l’incidente probatorio di Bari si preannuncia come lo spartiacque scientifico di una vicenda che sta portando al collasso l'immagine della cardiochirurgia pediatrica regionale.