Napoli

Mentre i riflettori della politica  si accendono sulle grandi opere e sulle regate dell’America’s Cup, a pochi metri dai salotti buoni scoppia la rabbia sociale. Dalle 4:30 di questa mattina, i residenti del Comitato del palazzo di via Bagnoli 660 hanno messo in atto un blocco stradale, impedendo il transito dei camion diretti ai cantieri dell'area. Al centro della protesta, il degrado di uno stabile di proprietà quasi interamente pubblica, diventato il simbolo di un’emergenza abitativa che si scontra con le grandi ambizioni di rilancio del quartiere.

Promesse mancate e rimpalli burocratici

La tensione è salita alle stelle dopo l'esito nullo dell'incontro avvenuto mercoledì scorso con i rappresentanti del Comune di Napoli. Secondo quanto denunciato dai manifestanti, l’amministrazione aveva garantito un sopralluogo tecnico immediato per valutare la stabilità dell’edificio - già provato dagli effetti del bradisismo - e l’avvio dei lavori di messa in sicurezza entro ventiquattro ore. "È il solito gioco del rimpallo di responsabilità," spiegano i portavoce del Comitato 660. "Siamo sotto il ricatto costante di un potenziale sgombero, mentre la sicurezza di chi abita in queste case popolari viene sacrificata sull'altare della burocrazia."

I residenti denunciano una narrazione politica che privilegia l'immagine e l'economia bellica rispetto alla tutela dei cittadini fragili. Accuse dirette sulla cancellazione dei finanziamenti per l'edilizia residenziale pubblica a favore della produzione di armamenti. Il timore è che la rigenerazione di Bagnoli si traduca in una "gentrificazione" forzata, dove i residenti storici vengono allontanati per fare spazio a progetti legati all'America's Cup. La richiesta di manutenzione straordinaria è legata a doppio filo ai danni strutturali causati dagli sciami sismici dei Campi Flegrei, che rendono la situazione una vera e propria polveriera sociale.

Le richieste: piano casa e sanatoria

I manifestanti non chiedono solo interventi tampone, ma un ribaltamento dell'agenda politica cittadina. Le rivendicazioni sono chiare: avvio immediato dei lavori di consolidamento dello stabile, un Piano Casa serio per fronteggiare l'emergenza abitativa a Napoli, una sanatoria per il diritto all'abitare che regolarizzi chi vive nel limbo dell'incertezza. "Non resteremo a guardare mentre si sprecano milioni per manifestazioni sportive quando i nostri soffitti cadono a pezzi," dicono i residenti promettendo nuove azioni di protesta se non arriveranno risposte tecniche e politiche concrete nelle prossime ore.