Ha spinto la palla nel campo dell'informazione, invitandola a raccontare il mondo della droga anche attraverso “il dolore di una mamma, le difficoltà di un ragazzo o di una famiglia che si spacca” Può essere una novità per chi non lo ha mai fatto, di certo è un bel guanto di sfida quello che ha lanciato il procuratore Nicola D'Angelo con l'iniziativa 'Zero sostanze'.
Un progetto ambizioso con una dimensione collettiva che lo rende interessante anche se non facilissimo da portare fino in fondo. Una lotta contro l'uso degli stupefacenti che punta a coinvolgere più realtà. Ad iniziare dall'Ordine degli avvocati. C'erano il presidente Stefania Pavone e alcuni consiglieri ad affiancare questo pomeriggio D'Angelo nell'incontro di presentazione con taccuini, flash e telecamere ai quali è stato chiesto di recitare un ruolo attivo contro il fenomeno.
"E' una battaglia che – ha spiegato il Procuratore – è persa in partenza senza l'informazione, che ha il potere di moltiplicare l'interesse, di nutrire o far morire un mondo”. Parole bellissime, molto spesso non meritate dagli operatori del settore - quelli professionali, non dopolavoristici -, che si dibattono tra mille difficoltà e un tasso di acquiescenza spaventoso al potere, tra la voglia di campare tranquilli e una letargia che non ha conseguenze, in un mestiere che per tantissimi ha ormai lo stesso fascino di un qualsiasi strapuntino pubblico. Digressione eccessiva, vabbè, nella descrizione del ruolo che D'Angelo assegna all'informazione: “Fare in modo che in questo territorio non esistano più spazi nei quali nascondere la droga senza che vengano illuminati”.
Ok, via alla “campagna di arruolamento” di quanti decidono di impegnarsi per il futuro, soprattutto dei più giovani. E' a loro, agli istituti scolastici che l'Ordine forense riserverà le prime attenzioni perchè– ha affermato Pavone -"l'obiettivo è un cambiamento culturale, un messaggio recapitato alla comunità: sì alla vita, alla libertà e alla consapevolezza, no alla droga”. Uno slogan accompagnato da un logo realizzato dall'architetto Simone Caputo: "La circonferenza rappresenta lo zero assoluto, al centro c'è una capsula, solida nella pare inferiore e vuota in quella superiore. Poi il segno del divieto e l'Arco di Traiano, simbolo non solo territoriale ma anche del lavoro istituzionale”.