Nuovo scontro ai vertici del Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio torna ad attaccare Giuseppe Conte, riaprendo una frattura politica e personale che sembrava ormai archiviata. A innescare la polemica sono alcune anticipazioni del libro del leader pentastellato, che chiamano in causa l’ex ministro degli Esteri. Di Maio ha risposto duramente, accusando Conte di aver riportato un episodio “completamente falso” e parlando di una “pessima caduta di stile”, anche per il coinvolgimento di Domenico De Masi, scomparso nel 2023 e quindi impossibilitato a replicare.
Il nodo politico e il “campo largo”
Nel mirino dell’ex capo politico M5S non ci sono solo le ricostruzioni personali, ma anche le contraddizioni politiche. Di Maio sottolinea come Conte, nel libro, critichi figure come Matteo Renzi e Lorenzo Guerini per il loro sostegno al governo guidato da Mario Draghi, salvo poi allearsi con gli stessi protagonisti nel cosiddetto “campo largo”. Una strategia che, secondo Di Maio, evidenzia una distanza tra il racconto politico e la realtà attuale. “Nel libro si racconta come vittima, nella realtà governa insieme a loro”, è la sintesi della critica.
Il possibile scontro legale
Ma il confronto potrebbe presto spostarsi dalle parole ai tribunali. Sullo sfondo emerge infatti la questione del simbolo del Movimento 5 Stelle, da tempo oggetto di tensioni interne. Secondo indiscrezioni, Beppe Grillo potrebbe chiedere il supporto proprio di Di Maio in una possibile causa legale. L’ex ministro, che fu tra i fondatori insieme a Davide Casaleggio, potrebbe schierarsi contro l’attuale leadership guidata da Conte.
Equilibri in evoluzione
Lo scontro riapre scenari complessi all’interno del Movimento, già alle prese con una fase di ridefinizione politica. Le alleanze future e la gestione dell’identità del partito potrebbero essere influenzate da questa nuova frattura. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di riorganizzazione del centro-sinistra italiano, in vista delle prossime sfide elettorali.