Il tema della crisi energetica scaturita dalla guerra in Iran, l'aumento dei prezzi del carburante, la preoccupazione di famiglie e imprese e dall'altra parte la transizione energetica ferma con ulteriori ostacoli allo sviluppo delle rinnovabili, che potrebbero non solo contrastare i cambiamenti climatici e ridurre i costi dell'energia.
Argomenti di strettissima attualità mai come in questo momento, affrontati in maniera puntuale, nella trasmissione "Punto di vista" condotta dal direttore di Otto Channel Pierluigi Melillo insieme a Simone Togni, presidente dell'associazione nazionale energia del vento, nonchè direttore responsabile della rivista il pianeta terra, il periodico fondato dal compianto Ciro Vigorito che approfondisce proprio i temi dell'ambiente e dell'energia. Clicca qui per vedere l'intervista integrale.
"Siamo al limite del surreale oggi - ha evidenziato Togni - gli obiettivi della decarbonizzazione nascono da un'analisi molto lucida fatta ormai 50 anni fa dal mondo ambientalista e poi dagli scienziati riuniti nelle organizzazioni europee e mondiali che analizzano questi elementi.
Tutti ci hanno spiegato che l'unica strada che risponde ai temi centrali della decarbonizzazione nei vari suoi aspetti, sociali, ambientali ed economici è un maggiore ricorso e sempre più grande incremento della produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Questo ci consente innanzitutto di sganciarci dalla dipendenza energetica dei paesi canaglia, come abbiamo visto in questi ultimi anni, subendo una serie di ripercussioni a causa delle varie guerre. Azioni che hanno come elemento centrale quello, di arrivare ad una sicurezza energetica tramite il controllo delle risorse fossili. La strada secondo noi è sbagliata.
Quella invece corretta è arrivare il prima possibile ad avere una produzione energetica, rinnovabile, quindi endogena, disponibile nel nostro territorio e a fronte di questo una sempre maggiore elettrificazione dei consumi che deve passare da quelli domestici, a quelli industriali e alla mobilità".
I vantaggi in termini concreti: "Oggi il prezzo dell'energia elettrica nel nostro paese, confrontato con quello del gas e della sua influenza nel determinare il prezzo dell'energia elettrica in Italia è circa 150 euro a megavattora.
Con la situazione pre crisi, il prezzo dell'energia elettrica mediamente negli ultimi anni, nei periodi di pace è stato di 90 euro a megavattora, quello prodotta con eolico principalmente e fotovoltaico si attesta a 75-80 euro. Questo di per se fa capire non solo che è un potentissimo strumento, il ricorso alle rinnovabili per stabilizzare il prezzo dell'energia e che anche nei periodi di pace oggi l'energia eolica e quella fotovoltaica consentono una produzione a costi più bassi rispetto a quelli del gas.
La strada è lunga, oggi in Italia copriamo il 40% del fabbisogno elettrico con le rinnovabili, ma dobbiamo arrivare il più velocemente possibile a superare il 65% che è la soglia che consentirà alle rinnovabili di fare il prezzo dell'energia e non più al gas”.
Ma attenzione alle fake news. Il monito di Anev:
"In questi dieci anni per osteggiare lo sviluppo delle rinnovabili, si son dovute raccontare soltanto sciocchezze. Le famose fake news nel mondo dell’energetico sono tantissime. Sulle pale eoliche abbiamo sentito anche recentemente parlare di inquinanti che si staccherebbero dagli impianti comportando delle criticità. Tutti gli studi dimostrano chiaramente che questo non è vero, così come proprio nei giorni scorsi, è stato pubblicato uno studio importantissimo rispetto all’impatto sull’avifauna che dimostra quello che Anev da anni ripete a valle degli studi che anche noi abbiamo svolto nel corso di questi decenni e cioè, l’impatto dell’avifauna con le turbine eoliche sono pressochè nulli. Quindi sfatiamo le fake news e andiamo avanti sempre più velocemente, per difendere il nostro futuro e il nostro Paese. Non gli interessi di parte come purtroppo troppo spesso con le fossili avviene".