«Le partite sono troppo lunghe ed il calcio perderà le nuove generazioni». Il presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, in una lunga intervista a The Athletic ha espresso le proprie idee per rinnovare il calcio e renderlo più attrattivo.
Partite da 25 minuti a tempo: un totale di 50 minuti con il tempo effettivo. No ai cartellini gialli e rossi che abbiano effetto sulle partite future, ma espulsioni a tempo legate al match in corso. Ridurre le squadre da 20 a 16. Questi sono alcuni dei punti evidenziati dal patron del Napoli per dare nuova vita al calcio, soprattutto per non perdere le nuove generazioni.
«Non puoi avere in Serie A una squadra di una piccola città con 50.000 abitanti. Perché quando la squadra andrà su DAZN o su SKY, quante persone guarderanno? E la pubblicità? Perché Sky o DAZN devono pagare molti soldi per questo tipo di incontro?»
De Laurentiis sul futuro di Antonio Conte: «Uomo serio, non abbandonerà all'ultimo»
«Antonio Conte è un uomo molto serio. Ha un contratto con me. Non mi abbandonerà mai all'ultimo momento. Perché creerebbe un grosso problema per il Napoli». De Laurentiis si sofferma anche sulle voci che vedono il futuro di Antonio Conte legarsi alla Nazionale e sottolinea la serietà del tecnico azzurro, che ha ancora 1 anno di contratto.
«Questo Napoli molto forte è anche una sua creazione. Quindi ucciderebbe la sua creatura, abbandonandolo all'ultimo momento». Il presidente del club azzurro riflette anche sulle tempistiche. «O decide subito e dice "Vorrei andare", così ho il tempo durante aprile e maggio per trovare qualcun altro. Altrimenti, non credo che Conte abbandonerà Napoli. È un uomo serio e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare la Nazionale, ci penserei 100 volte».
De Laurentiis: «Il Napoli è il miglior film che ho realizzato»
Ai microfoni di The Athletic, il presidente della SSC Napoli ha definito il suo percorso con il club azzurro, il miglior film che abbia realizzato nella sua vita. «Ho applicato la mia forte disciplina del mondo del cinema. Mi sono detto: "Può essere più difficile del mondo del cinema?" Non credo».
Un passaggio anche sui calciatori ed in particolare su Marek Hamsik. «I tifosi vogliono vincere e pensano che i giocatori onoreranno la loro maglia per sempre. Ma non è vero! Onorano solo il denaro. Ci sono solo pochi casi (di lealtà). Avevo un ragazzo fantastico, Marek Hamsik, che era il capitano della nostra squadra. È rimasto con noi per sempre. Ma questo è solo un caso».
L'amicizia tra Conte e De Laurentiis
«Ci siamo conosciuti dieci anni fa nelle isole Maldive», ha raccontato Aurelio De Laurentiis. «Eravamo in vacanza, nuotavamo insieme. Ho conosciuto sua moglie e sua figlia. Mentre pescavamo, mi ha raccontato la sua teoria sul calcio. Mi affascinava. Era come uno scrittore che mi raccontava un film grande, enorme e incredibile da fare. Quando arrivò il momento, non esitai a contattarlo e a convincerlo a venire ad allenare il Napoli. Ed era un buon matrimonio».
«Per gestire i giocatori servono mani molto solide: Antonio è perfetto da questo punto di vista. Inoltre, è un grande allenatore perché ha il concetto di come difendersi. Quando difendi la situazione, probabilmente vinci tu. Se vuoi solo attaccare, probabilmente perdi. Forse è più emozionante, ma probabilmente non vinci nulla».